Ferrari alla Borsa di New York. Debutto (col botto) mercoledì 21 ottobre

L’offerta di azioni per la quotazione è 18,8 milioni al prezzo di 48-52 dollari ciascuna. Il 10% del capitale controllato da Fiat Chrysler Automobiles andrà con una valutazione di un miliardo di dollari che porta a 10 miliardi la stima del valore dell’intera società.

FERRARI

Tra dieci giorni Ferrari approderà a Wall Street. Comincia il road show con gli investitori per presentare l’offerta di azioni per la quotazione: 18,8 milioni al prezzo di 48-52 dollari ciascuna. Il titolo sarà indicato con il codice RACE. Il 10% del capitale della Rossa di Maranello, controllata da Fiat Chrysler Automobiles, andrà sulla Borsa di New York con una valutazione di un miliardo di dollari che porta a 10 miliardi la stima del valore dell’intera società.

La data probabile per il debutto alla Borsa di New York è mercoledì 21 ottobre mentre spuntano le prime stime sui conti del terzo trimestre della Ferrari. Spulciando il voluminoso prospetto della quotazione che l’Authority di Borsa americana ha pubblicato venerdì scorso, emerge che i ricavi del Cavallino dovrebbero aggirarsi intorno ai 720-730 milioni di euro (+9-10% rispetto al terzo trimestre di un anno fa).

Ma in forte crescita è soprattutto la redditività. Il margine operativo lordo rettificato, il cosiddetto Ebitda, è atteso tra i 210-215 milioni, in rialzo del 19-22% rispetto a un anno fa. In deciso miglioramento appare anche l’utile operativo: le previsioni indicano un Ebit compreso tra i 140 e i 145 milioni, in aumento del 57-62% rispetto al 2014.

Nel prospetto inviato da Fca alla Sec è evidenziato che il lancio a pieno regime della nuova 488 Spider (foto sopra) avverrà nel quarto trimestre, tra ottobre e dicembre mentre sono già avvenute le consegne ai dealer (concessionari) e la vendita ai clienti in Europa. In America la commercializzazione partirà dall’inizio del 2016.

Per quanto riguarda l’operazione finanziaria dal documento si capisce che se il 10% sarà quotato a Wall Street, nei primi mesi del 2016 il restante 80% delle azioni Ferrari verrà distribuito agli azionisti Fiat Chrysler con una azione Ferrari ogni dieci di Fca. Il restante 10% delle azioni sarà sempre detenuto da Piero Ferrari. Verrà poi creata una holding di diritto olandese con sede legale ad Amsterdam. Ferrari Spa, invece, continuerà comunque a pagare le tasse in Italia.

Alla fine del processo di separazione il pacchetto di controllo della Ferrari passerà da Fca a Exor, la holding della famiglia Agnelli guidata da John Elkann, alleata con Piero Ferrari. Secondo i primi calcoli, Exor dovrebbe ritagliarsi una quota del 24% che, grazie al meccanismo del voto multiplo olandese, peserà però molto di più in termini di voti assembleari e faciliterà il controllo del Cavallino Rampante insieme a Piero Ferrari. Dopo la separazione da Fca, Ferrari rileverà 2,8 miliardi di euro di debito da Fiat Chrysler e in seguito emetterà debito verso terzi per 2,128 miliardi.

Il nuovo consiglio d’amministrazione sarà composto dal presidente Sergio Marchionne (che è anche a.d. di Fca), dall’amministratore delegato Amedeo Felisa e dai consiglieri Piero Ferrari, Louis C. Camilleri, Eddy Cue, Giuseppina Capaldo, Sergio Duca e Elena Zambon.