Wall Street a festa come fosse Maranello per il debutto del titolo della Rossa. Marchionne e John Elkan hanno suonato la campanella di inizio degli scambi al New York Stock Exchange. Titolo sopra i 60 dollari per azione, contro un prezzo di collocamento di 52 dollari.

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Wall Street pavesata come fosse una via di Maranello. Una immensa bandiera rossa con il Cavallino Rampante copre la facciata del palazzo dove si trova la Borsa di New York. Davanti all’ingresso, sono parcheggiati i modelli più belli della Ferrari, da quelli storici fino ai più moderni, inclusa la monoposto che corre in Formula 1. “Race” è il simbolo scelto per la quotazione, e il rumore del motore dell’auto da corsa, che viene ripetuto dagli altoparlanti in strada, ricorda il perché. La gente si ferma, chi va al lavoro come i turisti, per scattare foto delle auto e catturate con un selfie il momento storico.

Dentro, Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca e presidente di Ferrari, John Elkann, presidente di Exor e Fca, con accanto Amedeo Felisa, a.d. del Cavallino Rampante, e Piero Ferrari, unico figlio vivente del creatore dell’azienda italiana più famosa al mondo, suonano la campanella di inizio degli scambi al New York Stock Exchange del titolo Ferrari che fa il suo debutto in Borsa. Un debutto col botto. Sopra i 60 dollari per azione, contro un prezzo di collocamento di 52 dollari. Dopo la fiammata iniziale prosegue con un rialzo del 10%.

“Il titolo Ferrari ha un grande potenziale non ancora esplorato, motivo per cui è possibile guardare al futuro. Il mondo è un posto grande. Dobbiamo crescere sul fronte della domanda. La concorrenza non è all’altezza di Ferrari. Al cuore del nostro brand c’è lo stretto rapporto tra la società e la sua clientela. Perciò sarebbe quasi un suicidio cercare di espandere i nostri volumi fino a danneggiare questi rapporti”, Sergio Marchionne presidente Ferrari.

Il prezzo è stato definito al massimo della forchetta prevista, 52 dollari, e le azioni sono state esaurite prima ancora che le contrattazioni aprissero. Un caso unico, di questi tempi, in cui altre aziende hanno avuto difficoltà con le quotazioni. La Ferrari ha piazzato subito il 10% di azioni offerto facendo salire la valutazione complessiva dell’azienda a circa dieci miliardi.

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