Il primo ePrix di Santiago del Cile ha riservato tante emozioni. A trionfare è Jean-Eric Vergne, che ha gestito magnificamente la pole position e insieme ad Andre Lotterer ha regalato la prima doppietta alla Techeetah. I due compagni di squadra sono stati protagonisti di un duello d’altri tempi, con il tre volte vincitore della 24 ore di Le Mans che ha fatto di tutto per cercare di superare l’ex Toro Rosso, compreso un vero e proprio tamponamento che ha permesso ai tre inseguitori di compattarsi e dare battaglia fino alla bandiera a scacchi. Da sottolineare il bell’abbraccio tra i due prima nel parc fermé e poi sul podio, acclamati dai propri meccanici e dal caloroso tifo cileno.

Terza posizione per Sebastien Buemi, che conferma la buona ripresa dopo un inizio di stagione difficile con il secondo podio consecutivo dopo quello di Marrakech. Il pilota svizzero è stato protagonista di un lungo duello con la Jaguar di Nelsinho Piquet, autore di una super partenza ma che si è poi dovuto accontentare del sesto posto a causa di un grave errore nel tentativo di superare proprio la Renault e.dams.

Quarta posizione per un super Felix Rosenqvist, autore di una bella rimonta dal 14° posto in griglia. Lo svedese della Mahindra ha provato fino all’ultimo a beffare Buemi nella lotta per il terzo posto, senza però riuscire a replicare quanto fatto nello scorso ePrix a Marrakech. Quinto posto per la DS Virgin di Sam Bird, che ha gestito in maniera egregia la prima parte della gara ma subendo qualche difficoltà nella seconda. Il suo compagno di squadra Alex Lynn, invece, è stato vittima di un guasto subito dopo il pit-stop e ha dovuto abbandonare anzitempo la corsa.

Incredibile anche la gara di Mitch Evans (Jaguar), che ha chiuso in settima posizione dietro il compagno di squadra Piquet dopo essere partito dall’ultima posizione per via dell’errore in qualifica. Dietro di lui Jerome D’Ambrosio (Dragon Racing), Antonio Felix Da Costa (Andretti) e Nico Prost (Renault e.dams) a completare la Top Ten. Fuori gioco al primo giro Pechito Lopez, a muro dopo un’ottima partenza e un contatto con una DS, Maro Engel e Nick Heidfeld, con quest’ultimo che ha comunque effettuato il cambio vettura completando una breve porzione di gara. Ennesimo disastro per Audi: sia Daniel Abt sia Lucas Di Grassi sono stati costretti al ritiro per via di guasti tecnici sulle rispettive e-tron FE04, con il brasiliano visibilmente contrariato e ancora fermo a zero punti in classifica dopo quattro round.

Con questo risultato, Vergne è il nuovo leader della Formula E con 71 punti, a cinque lunghezze di vantaggio su Rosenqvist e 10 su Bird, mentre continua la risalita di Buemi ora quarto a 37 punti. Tra i costruttori, la Techeetah si prende il primo posto grazie a questa doppietta, superando la Mahindra di due punti (89 a 87). Appuntamento al 3 marzo per il quinto round a Città del Messico.

Techeetah multata per irregolarità delle cinture

Techeetah

La Techeetah è stata multata dalla Federazione con 30.000 euro per un’irregolarità legata alle cinture di sicurezza delle due monoposto. Al termine della gara, i commissari tecnici avevano segnalato una modifica alle cinture sulle vetture di Vergne e Lotterer e sulla Dragon di Jerome D’Ambrosio (che ha ricevuto una sanzione di 15.000 euro) senza che ci fosse stata alcuna segnalazione al delegato tecnico di un’aggiunta di parti non previste, ovvero una maniglia alla cinghia inferiore che avrebbe reso più veloce il serraggio dopo il cambio macchina.

A partire dall’appuntamento cileno, infatti, la Fia ha abolito il tempo minimo da rispettare durante la sosta obbligatoria per il cambio auto e, in virtù di questa scelta, sono state cambiate anche le cinture di sicurezza su tutte le monoposto, adottando lo stesso sistema utilizzato sui prototipi del WEC. Molto difficile stabilire se la modifica fatta dalla Techeetah e dalla Dragon Racing abbia effettivamente portato a un guadagno di tempo, sta di fatto che Vergne è risultato il pilota più veloce nel pit-stop con 46,847 secondi, con Lotterer terzo (48”372) e D’Ambrosio due secondi più lento del tedesco.

La rabbia degli altri team nasce dal fatto che i tecnici della Federazione avrebbero negato modifiche simili prima della gara a chi aveva avanzato regolarmente la richiesta. Tra i più furiosi c’è il boss della Mahindra, Dilbagh Gill, che si è visto perdere la leadership in entrambe le classifiche proprio dopo l’ePrix di Santiago. “Sarebbe stato molto più corretto squalificare le monoposto non conformi al regolamento piuttosto che multarle – ha affermato Gill –. La Fia non si è comportata in maniera corretta in questa prima parte della stagione, prendendo molte decisioni in contrasto tra di loro. Basta prendere il caso di Daniel Abt ad Hong Kong, che ha perso la vittoria per una sciocchezza decisamente meno rilevante di questa. Se si continua così, si rischia di mettere in discussione la credibilità di tutta la Formula E”.

Non è mancata la risposta di Mark Preston, responsabile della Techeetah: “Abbiamo due piloti con esperienza nel mondiale Endurance e sono in grado di eseguire alla perfezione e velocemente i pit-stop veloci. Purtroppo ci sono delle zone ‘grigie’ del regolamento e non sempre è ben chiaro cosa è permesso e cosa no. Non si è trattato di una modifica che ha intaccato i termini di sicurezza imposti dalla Fia, abbiamo semplicemente cercato una maggiore praticità dopo il cambio macchina”.