Sono tante le indiscrezioni che negli ultimi giorni si rincorrono sulla possibile soluzione per rimpiazzare il doppio ePrix di Montreal, che ha definitivamente deciso di rinunciare ad ospitare il round finale della stagione 2017/18 di Formula E. La rinuncia di Montreal ha spiazzato un po’ tutti, ma gli organizzatori della serie full electric non danno per vinti e stanno cercando una soluzione valida per non ridurre il numero di tappe dell’attuale campionato.

Così come avvenuto per San Paolo, che ha rimandato il suo ingresso in Formula E al 2019 e il cui posto è stato preso dalla rientrante uruguayana Punta del Este, si è aperta la strada a diverse alternative, non certo di seconda fascia per rispettare il termine originale della quarta stagione.

Se da una parte si parla delle ipotesi relative al circuito tedesco del Norisring e alle inglesi Birmingham e Donington, dall’altra c’è chi è convinto che si possa optare per un doppio ePrix di Roma. L’amministratore delegato Alejandro Agag ha sottolineato come la priorità rimane quella di trovare una sede in grado di ospitare l’evento nella data inizialmente indicata nel calendario ufficiale, ma al momento nessuna “candidata” sembra essere in grado di rispondere a questo requisito. Di conseguenza, alcuni esponenti di spicco del paddock full electric hanno sponsorizzato una soluzione alternativa, vedendo nella Capitale italiana una possibilità concreta, soprattutto dopo che i biglietti per il primo ePrix di sabato 14 aprile sono andati letteralmente a ruba, facendo registrare il sold-out dopo neanche un mese.

In favore del doppio ePrix di Roma c’è Alain Prost: “La prima idea per rimpiazzare Montreal è arrivata dal Norisring, ma poi ha preso piede anche la possibilità di fare un doppio ePrix a Roma – ha dichiarato il team manager di Renault e.dams –. Personalmente sono più a favore di questa seconda opzione, perché sono convinto che Roma sia una città che abbia il mondo delle corse nel suo dna, dove i tifosi italiani faranno sentire tutto il loro calore. Tuttavia, non è la fine del mondo se non si riuscisse a trovare un’alternativa al doppio impegno di Montreal, per cui spero che la decisione arrivi presto”.