La situazione nel Regno del Barhain, scosso dagli scontri tra sunniti e sciiti, continua ad essere molto grave. Il Circus della Formula 1 è stato oggetto di minacce di ritorsioni ed atti violenti. La sensazione, insomma, è che manchi solo l’ufficialità: il Gran Premio del Bahrain di Formula 1, in programma domenica 22 aprile, non si correrà per il secondo anno consecutivo. Ecclestone, dal canto suo, lascia il pallino in mano ai team. <<Decidano loro. Se i team non vogliono andare – ha detto Ecclestone in un’intervista al Times – noi non possiamo costringerli>>. Secondo il quotidiano britannico, il boss del Circus avrebbe incontrato i leader della protesta in Bahrain e offerto loro l’opportunità di spiegare le proprie ragioni in una conferenza stampa, ma i rischi sembrano esagerati.
Le scuderie starebbero spingendo per la cancellazione o almeno il rinvio della gara. <<Stiamo tutti sperando che la Fia cancelli questa gara>> ha ammesso al Guardian un team principal di una scuderia di F1, coperto dall’anonimato. <<Nessuno vuole andare in un Paese dove non sei il benvenuto>>, ha confessato un altro membro di primo piano di un team al Telegraph.
Gli organizzatori della gara si proclamano, invece, pronti. <<Il Bahrain è pronto per ospitare il Gp di Formula 1>>, ha detto Zayed Al Zayani, numero uno del circuito di Sakhir, con una nota per spegnere le preoccupazioni. Secondo Al Zayani, i dubbi relativi alle condizioni di sicurezza sono il risultato di immotivato allarmismo alimentato da <<osservatori che se ne stanno seduti e che non hanno l’interesse o l’intenzione di verificare direttamente la situazione>>. Al Zayani punta anche il dito contro le <<strategie dell’allarmismo di piccoli gruppi di estremisti sui social network che hanno creato grossi malintesi in relazione alla situazione attuale>>. (ore 20:00)