Imola – Il mondo della Formula 1 si è dato appuntamento ad Imola per celebrare i 20 anni della scomparsa di Ayrton Senna morto sul circuito romagnolo al volante della Willaims quando aveva 34 anni. Un mito e una leggenda che hanno inciso profondamente nella storia della massima categoria dell'automobilismo sportivo. Una giornata di tristezza scandita da diversi momenti che hanno ricordato Magic Senna in molti aspetti della sua vita di pilota e di uomo. Una cerimonia che ha richiamato oltre ventimila persone all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza al campione brasiliano e all'austriaco Roland Ratzenberger, morto in un altro incidente prima di Senna. Alle 14:17, l'ora esatta dell'impatto mortale di venti anni fa, un minuto di silenzio ha suggellato a Imola, in quella che è ormai l'ex curva del Tamburello, il lungo abbraccio della gente ad Ayrton Senna.
Fernando Alonso: <<Per me era un idolo. Ero un bambino e correvo in kart, guardavo il telegiornale e vedevo che a vincere in F1 era sempre lui col suo casco giallo. Sarà sempre immortale>>.
Kimi Raikkonen: <<Lo dobbiamo ricordare con il sorriso, ha segnato il grande cambiamento della F1. E' un momento molto emozionante ricordare quel terribile week end dove Ayrton e Roland Ratzenberger ci hanno lasciato. Alonso era affascinato dal suo casco giallo. Era quello che mi colpiva di più nell'armadio avevo il suo poster. Non ho avuto l'opportunità di conoscerlo o di gareggiare con lui, ma vedere tutta questa gente qui a Imola, che l'ha visto in pista, testimonia quanto ha colpito>>.
Riccardo Patrese: <<Ayrton era un amico, era il più grande, era una persona con un'umanità grandissima, uno sportivo che giocava a calcio con noi e me lo ricordo nel gruppo in tantissime vacanze dove le sfide erano apertissime. Era decisamente un combattente. Ci ha lasciato con tanto amaro in bocca ma facendoci vivere una leggenda>>.
Andrea De Cesaris : <<Ayrton è stato un compagno, era sempre uno dei più veloci e alcune volte ho avuto l'occasione di combattere insieme a lui, pieno di quella grinta che ha sempre dimostrato fino all'ultima sua gara proprio qui a Imola. E' stato uno degli ultimi Gran Premi che ho fatto e quindi ho un brutto ricordo di quella gara, ma da allora è cresciuto il grado di sicurezza>>.
Don Sergio Mantovani, cappellano dei piloti ha definito il circuitoi di Imola <<un luogo ormai diventato sacro>>. 

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.