Monte-Carlo -… e il venerdì riposano. Così è a Monte-Carlo. Amato e contestato. Se non ci fosse Monaco che F.1 sarebbe! La corsa che diventa un azzardo!

GLI INCIDENTI
Gl’incidenti sulle strade del Principato che si trasformano in circuito ne hanno fatto la storia ammantata di miti e leggende. Incidenti banali, carambole, ammucchiate,  spettacolari, grotteschi. Ma anche mortali. L’ideatore di questa corsa nata nel 1929, Anthony Noghes, presidente dell’Automobile Club di Monaco che lo volle per fare entrare il Principato nella nascente Federazione internazionale dell’auto quando disegnò il primo tracciato inevitabilmente ci mise dentro strade strettissime delimitate da marciapiedi, pavimentazione di vario tipo, avvallamenti, tombini e binari del tram. Da allora ad oggi lo scenario urbano di Montecarlo, la capitale del Principato, è cambiato, sono cambiate le sue strade ma il tracciato originale rimane quello ed anche se sotto certi aspetti in quanto a sicurezza è migliorato nessuno si sente di definirlo veramente un circuito adatto a bolidi che in un tratto, all’uscita del tunnel, riescono a toccare anche i 290 chilometri all’ora.
Incidenti tantissimi. Alcuni rimangono nella storia ed alcuni anche nella memoria senza bisogno di andare a consultare gli annali di questo “Casinò Royale dell’azzardo” che è il Gran Premio di Monaco. La storia ricorda quelli del monegasco Louis Chiron che conosceva quelle strettoie come le sue tasche eppure nel 1932 al comando della corsa fece la “barba” ai sacchi di sabbia che disegnavano una curva di quel tanto che la sua Bugatti andò in testa-coda, venne sbalzato fuori dalla macchina, non si fece un graffio ma perse la corsa. Nel 1934, sempre Chiron alla curva della Stazione per salutare la folla assiepata sui marciapiedi che gridava già alla sua vittoria, a 3 giri dalla conclusione si fece scappare di mano il volante e venne superato da Guy Moll che vinse.

CARAMBOLE
1950
– Anno d’esordio del mondiale di F.1 e della Ferrari, alla curva del Tabaccaio, punto in cui ancora oggi il tracciato costeggia il mare,  gli spruzzi galeotti di un’onda che s’infrangeva sulle barriera costiera inondarono il tracciato un attimo prima che in quel punto arrivasse la muta scatenata dei piloti. Fangio che era al comando e Villoresi che lo seguiva riuscirono con tanta fortuna a superare indenni l’insidia; Farina che sopraggiungeva entrò in aquaplaning, la sua macchina anticipò i flipper sbattendo da un lato all’altro della stretta strada, s’intraversò facendo da tappo e 9 monoposto che seguivano una dopo l’altra, come nelle comiche d’altri tempi, finirono in una ammucchiata di lamiere contorte.
1955 – Alberto Ascari con la Lancia arriva lungo alla chicane, sfonda la barriera di travi di legno e sacchi di sabbia e finisce in mare. Prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso raggiunge a nuoto la riva. E’ un annuncio di morte. Ascari tre giorni dopo perirà in un incidente sul circuito di Monza.
1957 – Moss con la Vanwall e Collins con la Ferrari sono in testa. Stirling tenta l’allungo per togliersi di dosso il rivale ma alla chicane arriva lungo, sfonda i sacchi di sabbia e finisce contro le barriere. Collins non riesce ad evitarlo e anche la sua corsa finisce sulle barriere. Arriva l’altra Ferrari di Hawthorn che non riesce a superare indenne il punto dell’incidente e vi rimane coinvolto mentre il solito fortunato Fangio si defila, passa in testa e vince.
1980 – Santa Devota pensaci tu. Ci pensa sì, la santa alla quale è dedicata la cappella sulla celebre curva: Derek Daly con la Tyrrell frena in ritardo, intercetta violentemente l’Alfa Romeo di Giacomelli che fa da trampolino, decolla strappando l’alettone alla McLaren di Prost e atterra sull’Alfa Romeo di Jarier. Tutti illesi.
1985 – Giro n. 17. Piquet con la Brabham attacca Patrese con l’Alfa Romeo per infilarlo alla curva di Santa Devota. Le monoposto si toccano, Patrese va in testa-coda.Lauda con la McLaren e Alboreto con la Ferrari finiscono sui rottami e sull’olio fuoruscito e in pratica vengono messi fuori gara. Vincerà proprio Piquet.
1995 – Alle spalle di Damon Hill con la Williams in pole e Michael Schumacher secondo con la Benetton  che partono senza indugi si scatena l’inferno. Coulthard decolla e atterra contro mano davanti alle Ferrari di Berger ed Alesi che impattono tra loro. Nella rapida sequenza successiva altre 5 monoposto finiscono la corsa prima di cominciarla.

INCIDENTI E RIMONTE
Il record della fortuna spetta al francese Olivier Panis che nel 1996 al volante d’una Ligier Mugen , quattordicesimo alla partenza, riuscì a vincere la gara balzando al comando negli ultini 15 giri dopo che i due terzi dei 21 partenti erano stati costretti al ritiro per motivi vari.
Ma baciati dalla fortuna a causa di incidenti di avversari sono stati nel 1952 Vittorio Marzotto, undicesimo in qualifica primo al traguardo; nel 1955 il francese Maurice Trintignant con la Ferrari, nono in partenza primo al traguardo dopo che uno dopo l’altro si erano ritirati tutti quelli che lo precedevano, compresi Moss e Ascari.
Nel 1984, Senna uomo-pioggia con la McLaren risale dalla tredicesima alla seconda posizione; nel 1979 Regazzoni sedicesimo in griglia supera uno dopo l’altro chi lo precede fino ad arrivare secondo, con la Williams che guidava con la seconda e quarta marcia del cambio che non entravano, alle spalle della Ferrari vincitrice di Sckeckter per soli 44/100.

INCIDENTI MORTALI
5 vittime in 75 anni. In questo tragico elenco c’è il morto di una corsa motociclistica (nel 1948 si è fatto anche questo nel Principato!). L’inglese Norman Linnecar cade nella curva di Santa Devota e muore. Inizio e fine delle gare motociclistiche a Montecarlo. Nel 1952, 20 giorni dopo un incidente in prova, è morto Luigi Fagioli all’età di 54 anni al volante d’una Lancia Aurelia coupé (quell’anno la gara si disputò con auto a ruote coperte) dopo essere rimbalzato più volte contro il muro all’uscita del tunnel.
Nel 1962 Muore in gara l’inglese Dennis Daylor al volante di una F.3, gara di contorno alla F.1. Week-end nero perché tre giorni dopo durante la gara di F.1 alla curva del gasometro da una monoposto si stacca una ruota che colpisce e uccide un commissario di gara.
Nel 1967 un altro pilota italiano di F.1, ma nato in Libia, Lorenzo Bandini trova la morte nel rogo della sua Ferrari. All’uscita della chicane del porto, giro n. 82, la Ferrari n.18 di Bandini (che era seconda) finisce contro la balle di paglia che non attutiscono l’urto e la macchina impatta violentemente contro le bitte incendiandosi. Prima che i soccorsi estraggano il pilota dal rogo passa del tempo. In pratica Bandini brucia con la sua macchina anche se morirà tre giorni dopo in ospedale.

IL PRESENTE SI CHIAMA MERCEDES
In questo contradditorio circuito cittadino arriva la stagione 2014 dominata dalla Mercedes con Lewis Hamilton  nel ruolo di asso pigliatutto. Vincere qui può non essere determinante ai fini della vittoria finale ma il successo potrà dare molti spunti di valutazione prima della lunga volata che comincerà l’8 giugno in Canada per poi ritornare in Europa con le sei gare della verità.
Lo storico circuito cittadino si snoda tra le strade del Principato, capaci di creare parecchi problemi ai freni delle monoposto.
Il tracciato tortuoso e la scarsa aderenza, infatti, portano spesso i piloti a controllare la vettura con l'ausilio del freno, con riflessi negativi sulla temperatura di pinze e fluido freni. Nel passato questo evento è stato spesso teatro di problemi legati al surriscaldamento dell'impianto e al vapour lock (fenomeno per cui il fluido freni raggiunge la temperatura di ebollizione all'interno della pinza) con allungamenti del pedale in frenata che portavano spesso al ritiro se non all'incidente. Nei tempi moderni il lavoro fatto sul raffreddamento dei freni ha allontanato tali problemi, se pur sia ancora necessario prestare particolare attenzione alla gestione delle temperature durante il weekend di gara. Le frenate non sono particolarmente brusche, ma il tempo sul freno è tra i più alti della stagione, ben il 21%. Per l’impianto frenante la curva 10 risulta essere la più impegnativa del circuito.
A differenza delle altre gare a Monte-Carlo le prime due sessioni di prove libere si svolgono il giovedì. Il venerdì si riposa e le strade vengono restituite al traffico normale per ritrasformarsi in circuito sabato e domenica. Ecco, quindi, il programma orario del Gran Premio di Monaco: giovedì 22 maggio 10:00-11:30 prove libere 1, 14:00-15:30 Prove libere 2; sabato 24 maggio 11:00-12:00 prove libere 3, 14:00-15:00 qualifiche; domenica 25 maggio 14:00 gara.

SHARE
Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.