Maranello – La Ferrari profondamente irritata dalle defezioni dal Mondiale 2010, ha rilasciato un caustico comunicato sul proprio sito ufficiale: <<La Formula 1 continua a perdere pezzi importanti: in dodici mesi hanno annunciato il ritiro la Honda, la BMW, la Bridgestone e, stamattina, la Toyota. Sostituite da Manor, Lotus (il nome, solo quello, perché del team di Colin Chapman, Jim Clark e Ayrton Senna, tanto per citarne alcuni, non c’è poi molto altro.), USF1 e Campos Meta. Dite che sia la stessa cosa, basta essere in molti seduti a tavola? Mica tanto, e poi bisognerà vedere se, l’anno prossimo in Bahrain saremo davvero così tanti sulla griglia di partenza della prima gara della stagione 2010 e quanti arriveranno alla fine dell’anno. La realtà – prosegue il comunicato – è che questo continuo stillicidio di defezioni è il risultato più di una lotta condotta contro i grandi costruttori automobilistici da parte di chi ha gestito la Formula 1 in questi ultimi anni che degli effetti della crisi economica>>.
Quasi a conferma delle tesi del Cavallino, arriva la notizia data da Carlos Ghosn, numero uno di Renault, che rispondendo a una domanda sull’avvenire del team ha detto: <<Lasciamo che la stagione si sviluppi in modo normale, non voglio turbare la stagione attuale con dichiarazioni da parte nostra, ma posso garantirvi che prima della fine dell’anno, annunceremo la nostra strategia rispetto alla partecipazione di Renault in Formula 1>>. In pratica le parole di Ghosn altro non sembrano se non una conferma di quanto affermato dalla BBC che riteneva probabile l’abbandono del team francese entro fine anno.
Nel concludere il suo comunicato la Ferrari, richiama un romanzo della nota scrittrice di gialli Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, affermando: <<Nel giallo il colpevole si scopre soltanto quando tutti i personaggi sono morti, uno dopo l’altro. Vogliamo aspettare che accada lo stesso oppure decidiamo di scrivere il libro della Formula 1 con un finale diverso?>>.
Intanto la parola fine all’avventura in F1 l’ha scritta Toyota che con il suo addio al Circus pare abbia aperto la via del licenziamento per 550 membri dello staff sportivo. Lo rivelano fonti interne alla scuderia, che parlano di soli 150 impiegati sicuri di mantenere il lavoro alla base di Colonia del team.
Un’opzione per la Toyota sarebbe la vendita dei suoi asset, cosìcome ha fatto la BMW, ma il presidente del team giapponese John Howett ha detto mercoledìche la Toyota Motorsport GmbH continuerà a funzionare, con l’obiettivo di partecipare ad altre categorie. (ore 15:00)