Londra – Secondo quanto pubblicato oggi in esclusiva dal “ The Guardian”, Flavio Briatore, ex team manager della Renault, radiato dalla Formula 1 per il falso incidente di Piquet jr al GP di Singapore 2008, ha chiesto alla Federazione internazionale dell’auto (Fia) il totale annullamento della precedente sentenza, nonché un milione di euro come risarcimento per i danni causati alla sua immagine
Briatore non sarà solo, perché anche Pat Symonds, l’ex ingegnere capo del team francese, ha deciso di seguirlo nell’appello, sperando di vedersi cancellata la squalifica di 5 anni che gli è stata comminata dopo le dichiarazioni di Nelson Piquet jr. secondo cui il team (che lo ha licenziato lo scorso agosto) gli avrebbe imposto di andare a sbattere durante il GP di Singapore del 2008 per permettere la vittoria al compagno di squadra, Fernando Alonso.
Secondo il manager italiano, le procedure adottate durante le indagini preliminari come pure nell’udienza di Settembre (dove si decise la sua messa al bando dalla F1) avrebbero violato il regolamento Internazionale della Fia e le stesse leggi francesi (che ha giurisdizione sulla federazione), impedendo così un processo equo, come conferma poi l’obbligo di boicottaggio nei confronti di Briatore che non rientra fra le sanzioni autorizzate dal regolamento sportivo.
“La sanzione più grave è la squalifica – fa notare il professor Didier Poracchia, esperto di diritto sportivo dell’Università Aix-Marseille – che imponga il ritiro della licenza della parte colpevole. Ma essendo Briatore un manager e un agente di piloti, per lui la licenza non era necessaria”.
Nelle carte che Briatore presenterà in tribunale, l’ex manager indica chiaramente Max Mosley come il deus-ex-machina dell’intera vicenda.
<<La decisione di iniziare un’indagine e di portarla poi davanti al Consiglio Mondiale è stata presa dalla stessa persona, ovvero Max Mosley – dichiara Briatore – che si è assunto così il ruolo di colui che denuncia, di investigatore, di pubblico ministero e di giudice>>. Nel documento si fa poi menzione anche di tutte le dispute “estremamente violente” che ci sono state fra lo stesso Briatore, in qualità di rappresentante dei Team di Formula Uno, e Mosley. 
“Un personale desiderio di rivincita”, quindi, sarebbe alla base della pesante sanzione comminata a Briatore. (ore 10:00)