A due anni dall’esplosione fragorosa del dieselgate Volkswagen, finalmente l’Europa ha deciso di reagire (qui quello che succede in Usa). Nonostante le pressioni della lobby automotive – che ha tentato di “smussare” le proposte della Ue – si è arrivati a una conclusione: controlli a campione di auto già sul mercato, test indipendenti e possibilità da parte della Commissione europea di svolgere proprie verifiche e comminare multe fino a 30.000 euro per ogni veicolo “fuorilegge”.

Le nuove norme di omologazione, oltre ai test necessari per omologare un modello, introducono dunque anche controlli a campione su auto che l’omologazione l’hanno già ottenuta e sono in commercio: un controllo ogni 40.000 vetture registrate e il 20% di questi dovrà includere la verifica delle emissioni inquinanti.

In caso di auto non a norma, ogni Paese membro della Ue potrà intervenire senza dover aspettare l’autorità di omologazione, come invece accade oggi. In cima a tutti la stessa Commisione Ue, che potrà fare a sua volta controlli di mercato, ordinare richiami e assegnare sanzioni per veicoli fuorilegge (sia ai costruttori sia ai laboratori che fanno i test). Le nuove regole saranno immediatamente applicabili da tutti i Paesi Ue e diventeranno obbligatorie dall’1 settembre 2020.