São Paulo – Questa volta non ba sbagliato ed ha centrato l’obiettivo vittoria. Nico Rosberg partito dalla pole è arrivato vincitore al traguardo, quinta vittoria stagionale, ottava in carriera. Per la Mercedes significa 15ma vittoria in 18 gare e 11ma doppietta dal momento che Lewis Hamilton si è classificato secondo. La soluzione finale, per il titolo iridato, il 24 novembre ad Abu Dhabi.
Che nel corso dei 71 giri sia stata battaglia vera, come prima di ieri, non ci sono dubbi. Lo dimostra la sequenza dei record sul giro dei due duellanti, in una sola occasione, 6. giro, con l’interferenza della Williams di Bottas (1’15”457). Ha subito cominciato Rosberg con 1’16”412 (secondo giro); ha risposto Hamilton con 1’15”610 (terzo giro); 10mo e 19mo  giro Rosberg 1’15”300 e 1’15”203; poi tre volte Hamilton 1’15”120, 1’15”024 e  1’14”303 (21mo, 24mo e 27mo giro); tre volte ancora Rosberg 1’13”961, 1’13”937 e 1’13”736 (53mo, 55mo e 61mo  giro); ultimo record di Hamilton al 62mo giro, 1’13”555. Un botta e risposta per non dare vantaggi di alcun genere al rivale. Ma Rosberg questa volta ha tenuto bene ed è arrivato al traguardo da vincitore. Hamilton ad appena 1”4. Un arrivo in parata a rimarcare la superiorità schiacciante ancora una volta impossibile da contrastare. Hamilton punti 334, Rosberg 317. In attesa del responso di Yas Marina con il doppio punteggio benefattore.
Vittoria Mercedes schiacciante anche perché al sole di Interlagos si sono squagliate le speranze della vigilia dei comprimari più velleitari. La Williams nei cambi gomme ha fatto errori grossolani penalizzando l’uno e l’altro dei piloti. Felipe Massa nonostante i 5 secondi di penalità per eccesso di velocità in pit lane in occasione del primo cambio gomme ha eccitato la torcida con lo scontato terzo posto a 41” da Rosberg mentre Bottas ha a mala pena raccattato l’elemosina del 10mo posto, doppiato. La McLaren ha fatto quel che ha potuto, senza infamia e senza lode, almeno con Jenson Button, quarto con 48”6 di distacco, ma ha sbagliato tutto con Magnussen finito nono. La Red Bull al 39mo giro ha perduto Ricciardo, particolarmente appannato, per un guasto alla sospensione, ed ha dovuto ringraziare l’emigrante Vettel se ha racimolato il quinto posto con 51”4 di distacco.
La Ferrari si è eccitata in una guerra fratricida non potendo competere ad armi pari con altre monoposto. Kimi Raikkonen, prima penalizzato dai meccanici al secondo cambio gomme durato 7”6 e poi al limite dell’usura con il suo treno di gomme (32 giri di fila), al 61mo giro ha subito il sorpasso di Alonso con gomme con appena 10 giri. Sesto lo spagnolo a 61”9, settimo il finlandese a 63”7. Il “corpo estraneo” della top ten è stata la Force India di Hulkenberg che grazie ad una diversa strategia è riuscita ad infilarsi all’ottavo posto. Come previsto tre cambi gomme. Tutti smaniosi di sbarazzarsi delle soft. Il primo Massa al quinto giro con il turno che si è concluso per i primi 10 all’ottavo giro (Raikkonen). Secondo pit stop tra il 24mo e il 35mo giro, il terzo tra il 42mo e il 51mo.

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