Austin – Al 26mo dei 56 giri in programma dalla Colt di Lewis Hamilton è partito il proiettile calibro 45 magnum che ha ferito, quasi mortalmente, l’autostima di Nico Rosberg quale candidato al titolo iridato in concorrenza col compagno-rivale. La gomma soft che al tedesco aveva dato grande sicurezza in avvio di gara e fino al primo pit stop (16 giro) non è stata sostituita degnamente dalla media che al contrario ha avvantaggiato Lewis Hamilton che il cambio gomme lo ha effettuato un giro dopo. Sono bastati 10 giri al campione del mondo 2008 per prendere la mira ed esplodere il colpo micidiale. Nulla è deciso, soprattutto se si considera che l’ultima gara dà doppio punteggio, ma per Rosberg che aveva fatto il capolavoro d’una pole position maestosa il colpo è stato certamente duro e potrebbe avere determinanti ripercussioni psicologiche.
Per la Mercedes, già campione del mondo in anticipo in Russia, la decima doppietta stagionale. Record della McLaren (guarda caso motorizzata Honda) del 1989 uguagliato. Per Lewis Hamilton settima vittoria stagionale, quinta consecutiva, 32ma in carriera, quante Fernando Alonso, a 7 dal record di Sebastian Vettel.
Nella giornata che ha messo in rampa di lancio per la conquista del secondo titolo iridato Hamilton (316 punti contro 292 di Rosberg) la Red Bull s’è confermata seconda forza tra i costruttori costruendo magnificamente il terzo posto di Daniel Ricciardo e l’ottavo di Sebastian Vettel, partito dalla pit lane. Partito, al suo solito, male l’australiano ha fatto una corsa in pratica d’attesa fino al secondo pit stop mantenendosi in una zona di gara in cui la possibilità dell’attacco poteva essergli consentita in qualsiasi momento. Ma il momento non è stato qualsiasi, in verità. E’ stato scelto con tempismo ed intelligenza tattica dal muretto potendo contare su un esecutore che raramente fallisce quando gli si chiedono certi impegni. Dopo il primo cambio gomme al 15mo giro Ricciardo s’è avvicinato alle due Williams che presidiavano il terzo posto, Massa, e il quarto, Bottas. Al secondo pit stop l’australiano ha preso il posto del finlandese e non ha perso tempo nell’attaccare il brasiliano che aveva sì gomme soft ma le aveva cambiate nello stesso giro di Ricciardo, il 15mo, avendo una strategia diversa. Preso il terzo posto è stato facile portarlo al traguardo. Vettel ha avuto un compito meno facilmente attuabile anche perché è stato richiamato per un terzo cambio gomme, per montare le soft, mentre teneva autorevolmente il settimo posto che probabilmente avrebbe potuto conservare fino alla conclusione. E’ rientrato ancora in fondo ma è risalito di forza fino al settimo posto che aveva lasciato quindi momentaneamente firmando per altro anche il giro veloce in gara in 1’41”379.
La Williams ha peccato di presunzione e sbagliato strategia, Il quarto posto di Massa e il quinto di Bottas le garantiscono il terzo posto tra i costruttori definitivamente lontano dalle possibilità della Ferrari (238 punti contro 196). Che ha vissuto la sua solita giornata in grigio-scuro con un conclusivo sesto posto di Fernando Alonso e il 13mo di Kimi Raikkonen su 15 arrivati. Un’altra giornataccia.
Ottava la McLaren di Kevin Magnussen, nona la Toro Rosso del combattente senza paura Jean-Eric Vergne, decima la Lotus di Pastor Maldonado.
La gara è stata stoppata dalla safety car al primo giro per lo scontro in curva 16 tra Sutil e Perez ed è ripartita quattro giri dopo.

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.