Austin – E’ vero: le apparenze ingannano. Altrettanto vero: guai a farsi ingannare dalle apparenze. Nico Rosberg, il Sublime. La sua Nona Sinfonia, la Maestosa, ha affascinato e sedotto il pubblico di Austin. Ai piedi dell’inaspettato direttore d’orchestra anche e soprattutto lo sbigottito Lewis Hamilton solista dalle libere 1 alla Q1 ma dalla Q2 rimesso a sedere nelle prime file degli orchestrali a suonare la musica diretta dal compagno rivale.
Pole position di Rosberg con un giro da 1’36”067 sui chilometri 5,500 del tracciato texano, -271 millesimi sul tempo pole dell’anno scorso spiccato dalla Red Bull di Sebastian Vettel con una monoposto che non aveva i condizionamenti di quelle di quest’anno. Partendo da 1’36”290 della Q2 quando già Hamilton arrancava e s’era fermato a 1’37”287.  Nella Q3 il campione del mondo 2008 ha tentato la mission impossibile fermandosi a più di 3 decimi dal compagno rivale. La storia della gara di domani, Gran Premio degli Stati Uniti, terzultimo della stagione, potrà avere soluzione diversa ma è già un fatto che, su un circuito difficile e impegnativo come questo disegnato in Texas da Hermann Tilke, partire alla corda è un vantaggio di grande valenza perché la pista dal lato cosiddetto sporco e veramente… sporca, non garantisce il grip migliore in avvio, ed arrivare in cima alla salita per affrontare la prima curva muovendo dalla piazzola di Rosberg può significare mettere a segno un primo deciso punto per costruire la vittoria finale che sta in fondo ai 56 giri che i piloti dovranno completare.
Il duello infinito tra Hamilton (punti 291) e Rosberg (274) si appresta a vivere e fare vivere un nuovo esaltante episodio che probabilmente risolverà il confronto nella 19ma e ultima puntata che la stagione 2014 scriverà ad Abu Dhabi il 23 novembre.
Nell’arroventato finale che viene proposto dalla Mercedes già campione del mondo costruttori con quattro gare d’anticipo la Williams sta continuando ad inserirsi come seconda forza autorevole e credibile. L’occupazione, ancora, della seconda fila è stata ampiamente annunciata nei riscontri che hanno preceduto la qualifica. Valtteri Bottas, terzo a 839 millesimi (il solo a contenere sotto il secondo il distacco) e Felipe Massa quarto a 1”138 hanno magnificamente retto contro la forza d’urto delle due Mercedes candidandosi ad una gara da comprimari.
La terza fila mette insieme la strana coppia Red Bull- Ferrari rappresentata da Daniel Ricciardo e Fernando Alonso. L’australiano ha preso il quinto posto con 1”177 di distacco, lo spagnolo il (solito) sesto a 1”543. Per scelta Sebastian Vettel, avendo sostituito l’intera power unit Renault, partirà dalla pit lane, non ha partecipato alle qualifiche (se non alla Q1 per onore di firma, 17mo tempo) perché la sua monoposto è stata assemblata per affrontare la gara.
La quarta fila è stata appannaggio della McLaren e tale sarebbe rimasta se Jenson Button, settimo a 1”639, non dovesse scontare la penalizzazione di cinque posizione per avere sostituito il cambio. Sicché Kevin Magnussen scala di un posto (dall’ottavo a 1”639) ed avrà come compagno di allineamento Kimi Raikkonen (dal nono posto a 1”737), anch’egli beneficiato dalla retrocessione di Button. Non cambia la fila, la quinta, se non il posto (dal decimo al nono) per Adrian Sutil che ha fatto vincere alla Sauber un’insperata lotteria entrando nella Q3. Col tedesco dalla quinta piazzola partirà Pastor Maldonado, in effetti escluso in Q2 con la sua Lotus.
Assenti per mancanza di budget le monoposto di Caterham e Marussia la griglia si è accorciata e probabilmente la riduzione a 18 partecipanti potrà agevolare la rimonta, programmata, di Vettel.
Strategie. Due cambi. Non escluso il terzo. Dipenderà dalle circostanze, soprattutto per i più veloci. Il circuito di Austin è da considerarsi mediamente impegnativo per gli impianti frenanti, con i piloti che impiegano nelle frenate circa il 15% del tempo sul giro, ma caratterizzato da due staccate molto brusche. Degna di nota soprattutto la curva 12 che risulta essere una delle più impegnative della stagione quanto a energia dissipata e una delle più brusche per il pilota con una forza G pari a -5,5 G. Per l’impianto frenante la curva 12 risulta essere la più impegnativa del circuito.
L’anno scorso, Vettel partì dalla pole position e vinse senza alcuna preoccupazione. Quel Vettel contiamo di rivederlo famelico in Ferrari.

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Rino Cortese
Milanese d'adozione, siciliano di nascita, è cresciuto a pane e Formula 1. E non intende smettere. Anche se la F1 cambia in continuazione e non ci saranno più piloti come Senna e Prost.