Dal 2013 Tata sta sperimentando segretamente sistemi autonomi vicino a Bangalore, dove ha costruito un percorso che riproduce il traffico delle grandi città indiane. Vacche sacre comprese.

Le strade delle grandi città indiane, come Nuova Delhi, Bangalore o Mumbai, sono molto trafficate. La segnaletica è scarsa ed è frequente trovare animali sacri seduti in mezzo alla strada che deviano il traffico. E se le auto a guida autonoma iniziassero a circolare per la prima volta proprio in India?

Il Gruppo Tata, che possiede Jaguar Land Rover, dal 2013 sta sperimentando in segreto sistemi di guida autonoma da rendere fruibili sulle strade indiane. Secondo un articolo di Bloomberg, le sperimentazioni sarebbero in atto vicino Bangalore, dov’è stato creato un percorso per simulare il traffico caotico delle grandi metropoli. Ci sono auto, camion, motorini e biciclette; addirittura i pedoni che sbucano da ogni parte attraversando la strada e gli animali che corrono in mezzo al traffico. Persino le vacche sacre.

“Uno dei problemi che abbiamo nelle nostre città – ha spiegato Nitin Pai, vicepresidente e responsabile delle strategie di Tata Elxsi, divisione del Gruppo che si occupa dello sviluppo della piattaforma – è la varietà dei veicoli. Il nostro sistema è stato alimentato con migliaia di immagini, tra cui quelle dei tre ruote per il trasporto di persone che sono le più difficili da leggere, ma ad oggi i nostri algoritmi per la guida autonoma riconoscono solo il 15% dei veicoli incontrati”.

L’obbiettivo di Tata è semplice: farsi trovare pronta quando il mercato indiano diventerà il terzo al mondo dopo Cina e Usa – così dicono le stime degli esperti – e le auto connesse avranno raggiunto un valore mondiale di 7.000 miliardi di dollari (dovrebbe verificarsi nel 2050). Inoltre, è stato svelato che dal 2013 circola già in India, senza permesso, una Nano munita di telecamere, sensori, radar e sistemi di raccolta e gestione dati che le permettono di funzionare in maniera autonoma.

“La viabilità indiana è davvero una difficile sfida per l’apprendimento da parte dei computer di bordo della guida autonoma – ha detto Roshy John, esperto di robotica della Tata Consultancy Services, che sta facendo i test con la Nano –. Anche perché queste attività sono vietate su strada e fino ad oggi abbiamo dovuto sederci al volante dell’auto e tenerla sotto controllo anche se i sistemi possono azionare da soli sterzo, acceleratore e freni”.

Questo progetto consentirà a Tata di raggiungere il livello 5 della guida autonoma, quello in cui si raggiunge la completa autonomia dell’auto e non c’è più bisogno di una persona al volante. Tuttavia, gli esperti affermano che l’India è ancora lontana dalla diffusione di tale tecnologia. Come del resto gli altri Paesi del mondo.