Nel 2025 il fatturato del mercato globale dei sistemi per l’assistenza alla guida (gli Adas, acronimo di Advanced Driver Assistance System) sarà di 26 miliardi di dollari, in crescita di 3,2 volte rispetto agli 8 miliardi di dollari stimati nel 2016.Un dato di grande interesse, che deriva da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec sulla base di fonti Bain & Company, e che testimonia la vitalità di un settore che nei prossimi anni sarà sempre più protagonista all’interno dello scenario automobilistico.

Già oggi sono molti i modelli di auto dotati di sistemi ad alto contenuto tecnologico, in grado di supportare il conducente alla guida e di renderla più sicura ed efficiente. Alcuni di questi sistemi sono, ad esempio, i sensori di parcheggio, la frenata automatica d’emergenza e i dispositivi di avviso di cambio corsia e di controllo della velocità. Equipaggiamenti che entreranno sempre più nella dotazione standard delle auto del futuro e saranno sempre più evoluti, fino a diventare parte integrante delle tecnologie per la guida autonoma.

Nonostante manchino ancora “strade intelligenti”, cioè dotate di sistemi di infomobilità e di sensori speciali, numerosi prototipi di auto autonome senza guidatore e di auto connesse sono già realtà, frutto di ingenti investimenti da parte dell’intero comparto automotive. Per quanto riguarda l’Italia, è della fine 2017 il decreto firmato dal Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti che autorizza “la sperimentazione su strada delle soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica”. La spesa stanziata è di 2 milioni di euro per il bienno 2018-2019, per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi smart e per i veicoli automatici. Il decreto ministeriale, quindi, fa iniziare la trasformazione digitale delle infrastrutture, con l’obiettivo di renderle idonee a dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione.

Gli interventi saranno sulle infrastrutture appartenenti alla rete TEN-T (Trans European Network Transport) e su tutta la rete autostradale. Poi, entro il 2030, saranno attivati ulteriori servizi di deviazione dei flussi in caso di incidenti/ostruzioni gravi, d’intervento sulle velocità medie per evitare/risolvere congestioni, di suggerimento di corsie e di gestione dei parcheggi e del rifornimento, soprattutto per quanto riguarda la ricarica elettrica. Perché, facciamocene una ragione, l’auto del domani sarà elettrica.