Sono gli Anni ‘60, e un’ondata di euforia attraversa l’Italia. La stretta economica del biennio ’64-’65 andava allentandosi e nel 1966 la produzione di automobili aumentò dell’8%. Oltre a produrre lavoro, l’automobile era l’indice del benessere di un Paese e del suo “grado di civiltà”. Il desiderio di possederne una diventava sempre più comune, mentre permaneva, parallelamente, una mentalità conservatrice che vedeva l’auto come un bene voluttuario.

In questo conteso socio-economico, al Salone di Torino del 1966, tra 515 espositori di 13 diversi Paesi, Fiat presentò tre novità assolute: la Fiat Dino (in fase di avviamento produttivo) e i modelli che completavano la gamma della 124, la 124 Familiare e soprattutto la 124 Sport Spider disegnata da Pininfarina, un’evoluzione della 124 berlina ma al tempo stesso una vera sportiva della quale ben presto tutti si innamorarono.

LA 124 SPORT SPIDER DEL 1966
La firma Pininfarina assicurava eleganza di design e interni, e complessivamente la 124 Sport Spider si distingueva per l’alta qualità complessiva. Era lunga 3,97 metri e la linea esterna risultava moderna e ben proporzionata. La capote aveva il lunotto in vinilite e comprendeva anche due cristalli laterali che rientravano contemporaneamente all’abbassarsi della capote.

Trazione posteriore, a connotare la versione spider era il motore, un 4 cilindri in linea con una cilindrata di 1.438 cc che sviluppava una potenza di 90 cv a 6.500 giri/minuto e raggiungeva una velocità massima di 170 km/h.

Altre caratteristiche che facevano della 124 Sport Spider una vettura sportiva di fascia alta erano: cambio a 5 marce di serie, pneumatici radiali e volante a due razze di tipo sportivo, quest’ultimo collegato alla scatola guida con un piantone in due tronchi che garantivano un eccellente assetto di marcia.

La 124 Sport Spider costava 1.550.000 lire, circa mezzo milione in più della berlina. Con 65.000 lire erano disponibili i cerchi in lega “Cromodora” e il tettuccio rigido.

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LA SECONDA SERIE PER L’AMERICAN DREAM
Nel 1966 i Dik Dik sognavano la California. Per la buona risposta del mercato, Fiat decise di lavorare all’evoluzione del modello che, nel 1968, sbarcò proprio negli Stati Uniti. Gli americani impazzirono per le proporzioni e lo stile italiano della Spider, come pure per la sua capote che poteva essere abbassata direttamente dal sedile del guidatore con rapidità e semplicità.

Nel 1969, sempre al Salone dell’Automobile di Torino, debuttò la seconda versione della 124 Spider, che manteneva la trazione posteriore nonostante fossero sempre più numerose le vetture che adottavano quella anteriore. Poteva montare il tradizionale motore 1.4 oppure un nuovo propulsore 1.6, sempre a quattro cilindri, con cilindrata aumentata a 1.608 cc e 110 cv, per una velocità massima di 180 km/h.

ANNI ’70: LA TERZA GENERAZIONE
I Settanta sono stati anni densi di cambiamenti a livello culturale e sociale. Anni di libertà e trasgressione, fermenti e spinte innovative. L’industria automobilistica ondeggiava tra la stagnazione causata della crisi petrolifera e l’impegno per il ritorno alla massima efficienza produttiva. In questi anni, per la precisione nel 1972, Fiat presentò la terza generazione della 124 Spider.

La linea rimaneva inalterata, ma furono apportate piccole modifiche alla plancia come la cornice degli strumenti nera anziché cromata e l’aggiunta dell’orologio. Le novità più importanti, però, riguardavano il motore, perché la 124 Sport Spider adottò i propulsori della Fiat 132 sia sulla versione “1600” sia sull’inedita “1800”. Si trattava di motori a quattro cilindri in linea, con cilindrata di 1592 cc per la “1600” e di 1756 cc per la “1800”, e potenze rispettivamente di 108 e 118 cv (velocità di punta di 180 e 185 km/h).

Sempre nel 1972 venne lanciata anche la Fiat 124 Abarth Rally, con motore più potente, tettuccio e cofano in fibra di vetro e portiere in alluminio che consentirono una notevole riduzione del peso complessivo. A seguito di una messa a punto operata dalla Squadra Corse Abarth, la vettura debuttò nella stagione 1972 e proseguì la propria carriera sportiva fino al 1975.

2015: NASCE LA NUOVA FIAT 124 SPIDER
Gli Stati Uniti sono sempre nel destino della 124 Spider. Non a caso, l’anno scorso il Salone dell’Automobile di Los Angeles ha tenuto a battesimo la nuova Fiat 124 Spider, che s’ispira ad alcune finiture della sua progenitrice del 1966 e le reinterpreta in chiave moderna senza perdere la trazione posteriore.

Oggi, la nuova 124 Spider è dotata del motore a quattro cilindri turbo MultiAir da 1.4 litri che eroga 140 cv di potenza e 240 Nm di coppia. Il motore ha mantenuto le proprie peculiarità: quattro cilindri in linea con testata in alluminio, alesaggio di 72 mm e corsa di 84 mm, per una cilindrata totale di 1.368 cc.

Tributo nel tributo, al Salone di Parigi 2016 è stata ammirata la serie speciale a tiratura limitata 124 Spider America, disponibile in Italia in soli 124 esemplari numerati, che celebra attraverso un equipaggiamento speciale l’omonima versione che negli Anni ‘80 commemorò i 50 anni di Pininfarina.