Il Cigno e il Brutto Anatroccolo. Le storie parallele di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen

Sebastian “ha portato entusiasmo e stabilità” in Ferrari, parole di Arrivabene. Kimi ha portato l'ultimo titolo iridato piloti 8 anni fa, memo del sottoscritto per gli smemorati. Aspettiamo che Vettel diventi il decimo pilota campione del mondo con la Rossa… Se e quando a Stoccarda la smetteranno di costruire Enterprise invece che monoposto di F.1.

Sebastian-Vettel-Kimi-Raikkonen

Date a Cesare quel che è di Cesare. Complimenti sperticati per Sebastian Vettel il quale in Ferrari “ha portato entusiasmo e stabilità” (così parlò il team principal Maurizio Arrivabene). Per Kimi Raikkonen il silenzio che è peggio d’una critica. Non vorrei essere nei panni di Iceman. Secondo in prima fila a Monza ha lasciato tutti senza parole. Solo frasi di circostanza. E prima della partenza tutti attorno a Vettel, in seconda fila. Non credo ad inesplorabili arcani sortilegi. I miei amici ferraristi, tanti, sono convinti che in parecchi in Ferrari hanno “gufato” dopo l’exploit a sorpresa di Kimi e qualcuno ha intravisto qualche malcelata soddisfazione per l’empasse che ha bloccato in partenza Raikkonen.

Ma quali gufi e gufate! Sono cose che succedono. Ricordatevi che è successo anche al grande Michael Schumacher rimanere come un pirlotto qualsiasi fermo nella piazzola di partenza con la sua Ferrari muta e reticente.

E’ capitato a Raikkonen che pure qualche gran premio prima, come il compagno di squadra, aveva bruciato tutti in partenza ed avrebbe meritato d’arrivare secondo al traguardo se la Rossa non lo avesse tradito, senza ricevere gli stessi complimenti che furono fatti al Vettel vincitore.

Ha sbagliato Kimi? Qualcosa nella Ferrari non ha funzionato? Facile indicare nel pilota il colpevole della falsa partenza. E comunque. Sebastian Vettel, come Felipe Massa, hanno fatto una gara d’ordinaria amministrazione. Hanno cioè fatto quel che Hamilton ha loro concesso di fare e buon per Sebastian che la Mercedes di Rosberg quando gli era ormai sugli scarichi pronto al sorpasso ha esalato l’ultimo respiro.

Mercedes che vede e provvede. Con una mano toglie, avidamente, con l’altra elargisce, parsimoniosamente. Nella circostanza dietro le quinte un’improvvisata comparsa che si chiama Fernando Alonso si fregava le mani compiaciuto di essere ancora l’ultimo pilota ad avere vinto con la Ferrari a Monza nel 2010.

Raikkonen, al contrario, da ultimo a quinto. Per la Ferrari ordinaria amministrazione. Il minimo sindacale per farsi perdonare l’errore in partenza. Ordinaria amministrazione? Non c’è riconoscenza. Molti dimenticano che Raikkonen allo stato attuale è l’ultimo pilota iridato con la Ferrari (2007). E per questo bisognerebbe portargli il massimo rispetto e tenerlo nella massima considerazione. Anche e soprattutto perché è un grandissimo pilota. La Ferrari almeno di questo è consapevole e lo ha tenuto anche per il 2016. Quando il 17 ottobre il finlandese compirà 37 anni e potrà valutare autonomamente se per lui è giunto il tempo di godersi la… pensione. Aspettando che Vettel lo sostituisca nell’albo d’oro per diventare il decimo pilota che ha portato il titolo a Maranello. Se e quando…

Se e quando ne riparleremo. Se e quando a Stoccarda la smetteranno di costruire Enterprise invece che monoposto di F.1.

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.