Pokémon GO è la moda del momento. Forse più di una moda. Una psicosi. Milioni di persone in tutto il mondo sono state contagiate da questa app (lanciata solo a metà luglio) in cui il mondo reale si fonde a quello virtuale per andare ovunque a caccia dei mostriciattoli Nintendo in luoghi reali basandosi su realtà aumentata e geolocalizzazione.

Secondo i dati forniti da Android, a 24 ore dal lancio negli Stati Uniti Pokèmon Go ha superato in download l’app per incontri Tinder, incalzava Twitter ed era già più usata di WhatsApp e SnapchatSpotify, invece, ha rivelato che gli ascolti della sigla dei Pokemon (“Gotta Catch ‘Em All”) sono aumentati del 362% a livello globale nella sola settimana di lancio.

Mercedes-Benz è ora la prima Casa automobilistica a cavalcare l’onda del successo di questo gioco free-to-play per promuovere le vendite. Un’operazione di marketing che tramite i “moduli esca” nelle vicinanze dei PokéStop che attirano i Pokémon potrà permettere ai concessionari di attirare i giocatori nei loro showroom o invitarli a partecipare a eventi locali.

I moduli sono visibili a ogni giocatore di Pokémon fermo ad un PokéStop e rimangono attivi per 30 minuti, dopodiché deve essere attivato nuovamente.

MARKETING VS SICUREZZA STRADALE
Al di là dell’iniziativa di marketing firmata Mercedes, il fenomeno Pokémon GO sta diventando sempre più preoccupante. In Italia l’allarme è stato lanciato da Codacons, l’associazione dei consumatori, ed Asaps, l’associazione amici della Polizia Stradale, che definiscono il gioco:

“un fenomeno pericolosissimo sul fronte della sicurezza stradale”.

Il Codacons sottolinea l’aumento degli incidenti stradali in Italia causati da utenti distratti dal videogioco e ha presentato un esposto alla Procura di Roma sollecitando un’indagine per “attentato alla sicurezza dei trasporti”. E giusto pochi giorni fa la notizia sull’aumento dei morti per incidente in Italia – fatto che non avveniva da 15 anni – tra le cui cause principali c’è proprio l’uso dello smartphone alla guida.

Il pericolo, però, non è solo per chi guida un’auto. Pedoni e ciclisti a caccia di Pokemon rischiano di essere travolti perché distratti dalla “caccia ai mostri”. Proprio per questi motivi, il Codacons si è rivolto anche al Ministero dei trasporti affinché “adotti le misure del caso a tutela degli utenti della strada, compreso il divieto totale di diffusione dell’app Pokemon Go sul territorio italiano”.

NOTIZIE DI CRONACA DA TUTTO IL MONDO
Notizie di incidenti causati da giocatori intenti a catturare i Pokemon arrivano un da tutto il mondo, ma le notizie che arrivano non parlano solo di incidenti stradali. Ad O’Fallon in Missouri, ad esempio, una baby-gang di ragazzi tra i 16 e i 18 anni organizzava scontri tra allenatori su Pokèmon Go per attirare giovani vittime in luoghi appartati per poi derubarle.

Nel Wyoming una ragazza di 19 anni si è imbattuta in un cadavere mentre gironzolava in un parco alla ricerca di Pokèmon, mentre in Ohio le aree riservate del Nationwide Children’s Hospital di Columbus sono state invase da ragazzini alla ricerca di mostri. A Long Island, invece, un giovane è caduto dallo skate ferendosi a una mano perché aveva gli occhi incollati al telefonino. Un 14enne di Giulianova (Teramo) è stato investito da un’auto mentre in bicicletta cercava di catturare un mostriciattolo e nel Nolano una 30enne è stata travolta da un’automobilista che guidava inseguendo Pokémon.

Tutto questo succede perché è possibile trovare i Pokémon ovunque, anche in posti dove l’idea stessa di gioco dovrebbe restare lontana. Tra i tanti, il campo di concentramento di Auschwitz, dove Pikachu e Bulbasaur sono stati trovati tra le lapidi del memoriale dell’Olocausto.

Molti luoghi hanno chiesto a Nintendo di essere esclusi dal gioco, ma senza successo. Almeno per ora. L’operazione di marketing Mercedes potrebbe tramutarsi in boomerang per la Casa tedesca?