Nel 1997 la collaborazione tra Peugeot e Pininfarina porta a un concept car basata sulla 605, esposta al Salone di Ginevra dello stesso anno. Pininfarina la affida al suo designer Ken Okuyama, che sceglie di lasciarsi ispirare dall’ambiente marino. Realizzata sul telaio di una 605 allungato di 15 centimetri e con carreggiate allargate di 6 centimetri, l’obiettivo era sviluppare un’ammiraglia dal tono sportivo, imponente ed elegante.

Nasce così il “Nautilus”, il cui colore esterno in acquamarina metallizzato in tinta opaca era un’avanguardia per l’epoca. Anche l’interno prendeva spunta dall’ambiente marino, come dimostrano i rivestimenti dei sedili in due colori (blu davanti, grigio dietro) un po’ come le limousine d’anteguerra che presentavano il posto di guida con sedili in pelle e l’abitacolo padronale in seta o lana.

Peugeot Nautilus, 2

La concept Nautilus aveva una grande superficie vetrata, che comprendeva anche il tetto, un’innovazione che si troverà in seguito su altri modelli Peugeot a partire dalla 307 SW. Interessante il trattamento della parte frontale, che anticipa stilemi che diventeranno familiari per il Leone come la calandra verticale a forma trapezoidale e luci di posizione sottili. Da segnalare le maniglie delle porte annegate nelle cornici dei vetri e un sistema di telecamere in sostituzione degli specchietti retrovisori.

La Nautilus ovviamente non era destinata alla produzione, ma un esercizio di stile Pininfarina, in grado di creare una splendida quattro porte di lusso con alcuni tocchi spettacolari come i cerchioni a forma di pinna o la conchiglia al centro del volante. Ancora oggi, è una pietra miliare tra le concept car Peugeot, merito di un design attuale nonostante siano ormai passati 20 anni.

concept Peugeot Nautilus, 1997_0