Il veicolo commerciale come lo conosciamo è nato nella seconda metà degli Anni ‘30. Lo ideò Citroen, che aveva una buona esperienza in questo campo visto che i suoi primi commerciali iniziarono a uscire dalle linee di produzione poco dopo il lancio della Type-A avvenuto nel 1919. Si trattava di piccoli furgoncini, derivati da vetture di serie sfruttando la formula del telaio-piattaforma, che permetteva di modificare facilmente la forma della carrozzeria.

Non erano però adatti a carichi importanti: per questo, Citroen mise in produzione veri e propri camion di tutte le dimensioni e nel 1936 la squadra che stava già lavorando sulla futura 2CV rivoluzionò la formula del classico furgone commerciale. Innanzitutto scelsero la trazione anteriore per eliminare il tunnel di trasmissione e ottenere un piano di carico più basso e regolare possibile; poi spostarono il motore sotto la cabina, per ridurre la lunghezza, eliminando il muso e massimizzando il vano di carico.

Nasceva così, nel 1939, quello che può essere considerato il primo furgone commerciale moderno: era il TUB (“traction utilitaire basse”, ovvero furgone a trazione anteriore con piano di carico basso), seguito nel 1941 dal TUC, che però non entrò in produzione a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.

Nel 1947, al Salone di Parigi debuttò la versione ripensata e ricarrozzata del TUC. Denominato Tipo H, aggiungeva un ultimo elemento ad un progetto già all’avanguardia: la modularità. Il furgone Tipo H, infatti, era disponibile come telaio e cabina, furgone corto, medio o lungo, normale o rialzato, con motori benzina 1.600 e 1.900 e persino con due diesel (di fabbricazione Perkins e Indenor).

Tipo H divenne popolare in tutta Europa e la sua carriera è stata eccezionalmente lunga: prodotto dal 1947 al 1981 in quasi 500.000 esemplari, oggi è un mezzo ricercatissimo come food-truck o come veicolo pubblicitario.