Dai piccoli 3 cilindri al V8 Ferrari passando per l’ibrida i8, quasi tutti i motori premiati a Stoccarda sono Turbo. Incluso il mitico 5 cilindri 2.5 TFSI Audi che rievoca i fasti degli anni ‘80.

Il 1 giugno 2016 all’Engine Expo di Stoccarda si è svolta la 18esima edizione dei premi “Engine of the Year”, dove 63 giudici provenienti da 31 Paesi hanno premiato i migliori propulsori appartenenti ad 11 categorie diverse oltre all’International Engine of The Year, ossia il miglior motore dell’anno.

VAI COL TURBO
Ciò che colpisce è che quasi tutti i motori premiati nelle varie categorie e la maggioranza degli altri concorrenti sono sovralimentati e a ciclo Otto. Si tratta di una soluzione ormai consolidata e non solo riservata ai diesel: il turbocompressore, un compressore centrifugo messo in rotazione da una turbina mossa dai gas di scarico, aumenta la resa del motore permettendo di avere alte potenze e coppie motrici riducendo la cilindrata dei motori (downsizing) e il numero dei cilindri a vantaggio dei consumi e del rispetto delle emissioni.

NEL NOME DELLA ROSSA
Non a caso il motore eletto International Engine of The Year (miglior motore in assoluto) e trionfatore in addirittura altre tre categorie (“Performance Engine”, “New Engine” e cilindrata “3 litre to 4 litre”) è il V8 Ferrari che equipaggia le 488 GTB/Spider che, con “soli” 3.9 litri, eroga 669 cv e 760 Nm grazie al doppio turbocompressore e segna un ritorno della Casa di Maranello all’uso dei biturbo.

L’elevata tecnologia ha permesso un’erogazione senza turbo lag con una progressione impressionante degna di un motore aspirato quale il V12 6.3 litri della F12berlinetta (che ha vinto nella categoria “Above 4-litre”).

Risultato? 3,3 secondi nello scatto 0-100 km/h e 331 km/h di velocità massima.

TURBO 3 CILINDRI ED ELETTRICO: MATRIMONIO IBRIDO
Ancora una volta Bmw è stata premiata per il sistema di propulsione che spinge la supercar ibrida i8 e che consta di un motore elettrico da 131 cv per le ruote anteriori e di uno termico da 231 cv che muove quelle posteriori.

Questo propulsore a benzina di 1.499 cc è un 3 cilindri con cilindrata unitaria pari a 500 cc (ottimo dal punto di vista termodinamico) e grazie poi alla buona equilibratura delle vibrazioni generate dalle coppie del primo e del secondo ordine è silenzioso e parco nei consumi: la i8 impiega 4,4 secondi nello sprint 0-100 km/h consumando 2,1 litri di benzina e 11,9 kWh di energia elettrica ogni 100 km.

LA RIVINCITA DEI NUMERI DISPARI
Ma Bmw, nelle due versioni da 109 cv e 136 cv, lo ha installato anche su Serie 1, Serie 2, Mini e addirittura Serie 3, meritandosi a Stoccarda il secondo posto nella categoria dietro al fratello da 231 cv. Però non è l’unica a puntare e vincere grazie al numero “3”.

Infatti PSA si aggiudica per il secondo anno consecutivo il premio con il piccolo 1.2 litri 3 cilindri Turbo Pure Tech da 110 cv e 131 cv montato su Peugeot 208, 308, 2008, 3008Citroen C3 e C4 e DS 3, alle quali riesce a garantire ottime prestazioni e consumi (9,6 secondi nello 0-100 km/h e 22,2 km/l dichiarati per la 308 da 131 cv).

Premiata, per la quinta volta consecutiva, anche Ford per il 3 cilindri Ecoboost da 998 cc e 125 cv montato su Fiesta, B-Max, EcoSport e su Focus berlina e Wagon che muove con disinvoltura e parsimonia (11,2 secondi nello 0/100 km/h e 20 km/l per la Wagon).

Audi invece resta fedele al numero “5” e con l’evoluzione del 2.5 TFSI 5 cilindri a Stoccarda è ancora la migliore della categoria.

Montato su RS Q3 performance ed RS 3 Sportback, su questa vettura raggiunge il top: 367 cv e 465 Nm che permettono un scatto di 4,3 secondi nello 0-100 km/h riportando alla memoria i fasti e il sound del motore Audi Gruppo B del 1980 che, parola della Casa, permette di rivivere lo spirito immortale delle corse di quegli anni.

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