Balocco – L’attesa per il primo veicolo Fiat-Chrysler prodotto in collaborazione tra Italia e Stati Uniti, nonché primo “small suv” della gamma Jeep, si è percepita per tutta la durata della presentazione stampa. Eravamo tutti ansiosi di metterci a bordo di una “baby Jeep” che esteticamente si presenta con le migliori credenziali possibili ma che doveva essere provata per poter certificare si trattasse effettivamente di una Jeep.
Un appassionato di motori che si rispetti e che abbia almeno dai 30 anni in su sicuramente associa l’idea di un veicolo fuoristrada al nome Jeep. Perché prima non c’era l’ampia offerta che abbiamo oggi sul mercato, ma anche e soprattutto perché i fuoristrada Jeep hanno sempre fatto la differenza.
Trovarsi di fronte a un prodotto Jeep pensato per il segmento degli “small suv”, quindi, può far storcere il naso. La sensazione negativa però si tramuta in piacevole sorpresa man mano che ci si avvicina alla vettura. Il design rimanda al family feeling del brand (soprattutto nel frontale e nella vista laterale), le forme sono audaci al punto giusto, le dimensioni perfette e non mancano i dettagli di stile come le “X” incastonate nei gruppi ottici posteriori e una macchia di fango al centro del quadro strumenti (un’idea nata nel team di progettisti durante una sfida a paintball).
Si può dire: amore a prima vista. E non c’entra nulla la passione per il marchio Jeep o la passione per lo small suv. È semplice: la Renegade è riuscita proprio bene. E saprà farsi piacere a un pubblico variegato: giovane in primis – aspetto che per Jeep significa catturare nuovi clienti arrivando in una fascia d’età in cui mancava (quanti giovani vedete alla guida di una Jeep?) – e scommettiamo anche femminile, perché si parla di una vettura con forme e dimensioni che il pubblico rosa ha dimostrato di apprezzare molto negli ultimi anni.
A questa piccola Jeep, però, il nome “baby” va un po’ stretto. Sì, sarà compatta, ma è una vera Jeep. Offre infatti due sistemi di trasmissione – Jeep Active Drive e Jeep Active Drive Low – che assicurano capacità 4×4 in qualsiasi condizione e, primo small suv ad averlo, offre anche il dispositivo di disconnessione dell’asse posteriore che garantisce efficienza nei consumi in modalità 4×2 e quand’è necessaria la trazione integrale attiva all’istante la modalità 4×4.
Entrambi i sistemi 4×4 sono dotati di disconnessione dell’asse posteriore e consentono di passare in modo fluido e automatico dal 4×2 al 4×4, senza alcun intervento da parte del conducente, per assicurare una gestione permanente della coppia e una trazione ottimale.
La Jeep Renegade, che viene prodotta a Melfi – e anche qui si tratta di una grande novità dato che è la prima Jeep costruita in Italia e la prima al di fuori del territorio americano destinata al mercato globale – sarà commercializzata nelle prossime settimane. A disposizione un motore benzina e due diesel: il turbo MultiAir2 da 1,4 litri e 140 cv con Stop&Start abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti, il MultiJet II da 1,6 litri e 120 cv con Stop&Start e cambio manuale a 6 rapporti e il motore MultiJet II da 2,0 litri declinato in due livelli di potenza (140 cv con Stop&Start e cambio manuale a 6 rapporti e 170 cv con Stop&Start e cambio automatico a 9 rapporti).
Tre gli allestimenti disponibili: Limited, Longitude e Trailhawk. Il top di gamma Trailhawk, dal look più aggressivo, è la Renegade più off-road che ci sia, grazie a una speciale dotazione di serie tra cui il sistema Jeep Active Drive Low con rapporto finale di riduzione di 20:1, il sistema Selec-Terrain che aggiunge la modalità “rock” (oltre ad Auto, Snow, Mud e Sand) e l’Hill Descent Control. Per questo più che di “baby Jeep” sarebbe meglio parlare di “pocket rocket”: una Jeep compatta e comodissima nell’utilizzo cittadino ma in grado di sprigionare il proprio dna da fuoristrada quando richiesto!
I prezzi partono da 23.500 euro per arrivare a 32.800 euro. Al lancio, ai tre livelli di allestimento previsti si affianca la “Opening Edition”, versione in edizione limitata basata sulla Limited e disponibile sia 4×2 che 4×4 e solamente negli abbinamenti bicolore.

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.