Nonostante la bassa crescita dell'economia il mercato italiano continua a crescere. Quali sono le prospettive per il futuro? I brand automotive insisteranno con strategie commerciali aggressive?

Secondo una previsione condivisa del Centro Studi Promotor e di Unrae, l’associazione che riunisce i costruttori esteri, il mercato dell’auto chiuderà il 2016 a quota 1.850.000 immatricolazioni. Vale a dire una crescita del 17% rispetto allo scorso anno. Con un mercato in continua crescita a doppia cifra mese dopo mese – nemmeno lo scorso settembre è sfuggito a questo trend –, è possibile che la ripresa del mercato dell’auto continui anche nei prossimi anni?

Si è provato a dare risposta nel convegno “Il mercato dell’auto oltre la metà del guado”, che si è svolto oggi a Roma e organizzato proprio dal Centro Studi Promotor. Nella sua introduzione, Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi, ha evidenziato come “i comportamenti attesi dal mercato sono influenzati da diversi fattori, che sono riconducibili a consumatori, Case auto e alle decisioni del Palazzo. Tra i consumatori le tendenze più importanti sono la crescita delle alimentazioni verdi e il sempre maggior interesse verso l’uso senza possesso, quindi car sharing e car pooling”.

“Per quanto riguarda le Case auto – continua Quagliano – è importante capire quali saranno le politiche di marketing e le politiche commerciali messe in atto nei prossimi anni. Dal Palazzo, invece, ci si attende che vengano prese decisioni utili a fornire un indirizzo per la mobilità futura”.

Per quanto il mondo dell’auto gridi pietà e misericordia dal Palazzo non risponde nessuno e i brand non stanno di certo a guardare con le mani in mano. Le super promozioni commerciali sono una consuetudine, una certezza. Una certezza perché se questo mese ti perdi l’offerta Fiat sai che il mese dopo troverai quella Ford. Se non una nuova offerta Fiat.

Continueranno in eterno a pompare così le vendite? Impossibile.

Emerge chiaro, invece, come le abitudini siano cambiate. Dalla proprietà si è passati al possesso. Non serve avere un’auto “mia” per andare da casa a lavoro e da lavoro a casa. Serve solo un’auto. Car sharing e car pooling sono due fenomeni in crescita che impongono una riflessione e un cambiamento nel modo di vedere e considerare l’auto: uno strumento di mobilità individuale. Status symbol? Forse, una volta.

Il futuro, in quanto tale, spaventa sempre. Per questo se pensiamo al domani pensiamo positivamente. Chi è il masochista che vorrebbe un futuro negativo?

Come sottolinea Gianluca Italia, direttore mercato Italia di FCA, “c’è soprattutto bisogno di stabilità, con interventi che non sono demandabili in toto al Palazzo: anche le Case auto e gli altri attori del mercato devono assumersi le loro responsabilità. È compito nostro mantenere alto l’appeal dell’automobile”.

Ecco, l’auto prima di tutto. L’auto in quanto oggetto da volere, desiderare, comprare. L’auto intelligente. L’auto amplificazione della persona. L’auto che guida da sola. Che salva la vita. Una fedele compagna che condivide il tempo con noi. E non un mero prodotto da vendere.

Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.

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