La sfortuna di Rosberg, il riscatto di Vettel

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Ingiustizia è stata fatta. Ha vinto Lewis Hamilton. Anzi, ha stravinto. In assenza del suo interlocutore naturale e candidato anch’egli nella corsa al titolo iridato, il campione del mondo 2008 si è divertito un sacco a strappazzare i peones del Circus guidando una Mercedes che è stata una perfetta macchina da guerra. Mentre l’altra, quella di Nico Rosberg, dopo i tanti guai della vigilia si è miseramente arresa per un problema elettronico al volante che gli Archimede Pitagorico di Stoccarda non sono riusciti a capire e risolvere. Fermo sulla griglia di partenza mentre gli altri scattavano per il warm up Rosberg è a malapena partito dalla pit line per fare 15 penosi giri in fondo alla gara decidendo saggiamente di ritirarsi. Perché farsi doppiare dal trionfante nemico.

Hamilton è partito senza alcuna preoccupazione se non quella di mettere subito tra se e gli altri il margine di sicurezza che la safety car, entrata in azione al 31mo giro perché gli addetti ai lavori potessero pulire il tracciato dai detriti lasciati dall’autoscontro tra Pérez e Sutil, ha solo fittiziamente annullato. Illudendo i cosiddetti inseguitori a tal punto di fare loro tentare un azzardo che si è rivelato un bluff facilmente smascherabile. Vettel ha fatto il secondo cambio gomme al 26mo giro quando era secondo (lo è stato sin dalla partenza), Ricciardo al 28mo. La Ferrari che aveva richiamato Alonso e Raikkonen rispettivamente al 25mo e 26mo giro li ha fatti rientrare appena scattato il regime di safety car per fare la terza sostituzione. Vuoi vedere che quelli della Red Bull tentano di arrivare fino al traguardo? E se fosse che in Mercedes si facessero prendere dall’estasi degli abissi e sbagliassero la strategia per Hamilton…

Intuito encomiabile, effetti deludenti. Primo: Hamilton (secondo cambio gomme al 27mo giro) dopo la safety car ha cominciato a martellare come un ossesso ed ha scavato quel baratro che al 52mo giro quando lo hanno richiamato per l’ultima sostituzione potesse rientrare secondo alle spalle di Vettel, la cui Red Bull con le gomme esauste si è “bevuta” come un drink all’happy hour.  Al 54mo giro è passato in testa e nei giri rimanenti a Vettel ha rifilato 13”5 di distacco. Secondo: Vettel, Ricciardo e Alonso sonoro arrivati alla resa dei conti nelle stesse condizioni e il quattro volte campione del mondo è andato avanti senza preoccupazione così come ha fatto Ricciardo. Alonso ha soluto dovuto accontentarsi del quarto posto. Un miglioramento considerato che è partito dal quinto posto in griglia.

Sul podio ci sono andate i due della Red Bull. Avevano fatto muro in griglia Sabato, lo stesso muro lo hanno alzato in gara. Vettel s’è presa una prima piccola rivincita nei confronti di Ricciardo nell’occasione non arrembante come in altre. Da parte sua Raikkonen si è trovato a navigare in un braccio di mare affollato in cui non è stato agevole manovrare. Così approfittando del naufragio di Button ha tagliato il traguardo all’ottavo posto preceduto da Massa, Vergne e Pérez.

Si salpa verso l’arcipelago giapponese. Destinazione Suzuka, gara numero 15. Hamilton punti 241, Rosberg 238. Ferrari sempre quarta forza con 178 punti preceduta da Mercedes, Red Bull e Williams.

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.