Attraverso l’obiettivo della telecamera della Volvo XC60, che “vede” le persone che si muovono nel traffico davanti a sé, Barbara Davidson racconta una storia al cui centro c’è una ragazza nel suo primo giorno in una città per lei sconosciuta. Il racconto è articolato su circa 30 foto, scattate lungo le strade di Copenhagen, da una prospettiva come detto completamente inedita. Si tratta di fatto della prima mostra fotografica realizzata con immagini scattate da un’automobile.

Quando ero adolescente – spiega Barbara Davidson fui coinvolta in un grave incidente nel quale la macchina subì un cappottamento. Poteva essere un evento fatale, ma mi fu detto che mi ero salvata perché la macchina sulla quale viaggiavo era una Volvo. Attraverso le immagini realizzate ho voluto mostrare la complessità dell’ambiente urbano nel quale ci muoviamo e come, grazie ai suoi sensori e telecamere, la XC60 rende le città un luogo più sicuro per tutti gli utilizzatori della strada. In questo senso, attraverso l’arte ho cercato di mostrare il beneficio che tutti possono trarre dalla moderna tecnologia applicata alla sicurezza”.

Artista con un passato di fotografa professionista per testate quali The Los Angeles Times o The Washington Times e che per la sua attività ha vinto tre volte il premio Pulitzer, la mostra di Barbara Davidson testimonia una volta di più dell’impegno di Volvo in favore della sicurezza, anche attraverso iniziative come questa in grado di attirare l’attenzione del pubblico. L’obiettivo, del resto, è quello dichiarato nella “Vision 2020″: l’azzeramento delle morti in seguito a un incidente stradale a bordo di una Volvo. La mostra, intitolata Moments, sarà visibile fino a sabato 20 gennaio al Volvo Studio Milano.