La prima auto a celle a combustile per la produzione di massa, la Toyota Mirai, è stata consegnata dal presidente di Toyota Motor Corporation, Akio Toyoda, al Primo Ministro giapponese, Shinzo Abe.

Il presidente di Toyota Motor Corporation, Akio Toyoda, e il Primo Ministro giapponese, Shinzo Abe.
Il presidente di Toyota Motor Corporation, Akio Toyoda, e il Primo Ministro giapponese, Shinzo Abe.

Come spingere una tecnologia? Con la presa di posizione ufficiale di tutto un sistema, di un’industria. La prima auto a celle a combustile per la produzione di massa, la Toyota Mirai, è stata consegnata dal presidente di Toyota Motor Corporation, Akio Toyoda, al Primo Ministro giapponese, Shinzo Abe.

“La consegna della prima vettura al mondo equipaggiata con un sistema di celle a combustibile, prodotta in serie, segna l’inizio dell’era dell’idrogeno: sono molto entusiasta. Sarà un lungo percorso e, per rendere questo momento davvero storico, sarà necessario collaborare a più livelli, un costruttore da solo non può riuscirci”, Akio Toyoda.

Toyota ha investito molto per lo sviluppo di una mobilità sostenibile che integri l’idrogeno tra le fonti di alimentazione. Impegno testimoniato dalla recente apertura all’utilizzo fino al 2020 di circa 5.680 brevetti depositati da Toyota, tra i quali 70 relativi allo sviluppo di stazioni di rifornimento dell’idrogeno.

“Questo momento segna l’inizio dell’era dell’idrogeno. Continueremo a focalizzarci sia sullo sviluppo tecnologico che sulle normative e abbiamo già eliminato alcune restrizioni. Lavoreremo anche per lo sviluppo di una rete distributiva sia per il carburante tradizionale che per l’idrogeno”, Shinzo Abe.

Nel suo discorso, il Primo Ministro Abe ha anche invitato tutte le Agenzie Governative a utilizzare Mirai, che a nemmeno un mese dal lancio ha raggiunto 1.500 ordini, il 60% dei quali provenienti da parte di uffici governativi e aziende.

Mirai ha il potenziale per accelerare ulteriormente la diversificazione delle fonti di alimentazione e contribuire a sviluppare una società che utilizza anche questa nuova risorsa? Non ai posteri, ma a un futuro abbastanza prossimo l’ardua sentenza.

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