Ragusa – Volvo inizia a “infastidire” seriamente le solite tedesche che fanno il bello e il cattivo tempo nella fascia premium. Se infatti fino a qualche anno fa la Casa svedese poteva dirsi in crisi, oggi la musica è cambiata. Tutto si trasforma nel 2009, quand’era ancora di proprietà Ford e stava vivendo il momento più buio, ma un signore di nome Li Shufu, a capo della Zhejiang Geely Holding Group – una delle principali aziende automotive cinesi e una delle poche a non essere sotto il controllo governativo – decise di compare Volvo per una cifra di 2 miliardi di dollari.

È l’inizio della risalita, con vendite in aumento e ritorno ai profitti, tanto che dal 2014 al 2018 Volvo è risultato essere il brand con la crescita più rapida nel mondo dell’auto, e nel 2017 ha ottenuto un nuovo utile operativo record, totalizzando oltre 571.000 vendite globali (nel 2009 erano state 335 mila). Dietro al successo di Volvo c’è l’operato di un presidente visionario ma concreto, Hakan Samuelsson, al quale si devono scelte decisive per il cambiamento del brand come l’introduzione dell’architettura modulare compatta alla base dello sviluppo della nuova gamma, la strategia di elettrificazione e il servizio su abbonamento “Care by Volvo” che rivede il concetto di possesso dell’auto.

Strategie a parte, l’auto che ha segnato la svolta evolutiva di Volvo è stata la XC90 lanciata nel 2015, un modello che ha introdotto il nuovo linguaggio stilistico e l’interfaccia di bordo delle moderne Volvo, con quel display centrale simil tablet a comandare con estrema facilità ogni sistema di bordo a segnare una vera svolta nel modo di concepire l’abitacolo di un’automobile. Un modello, soprattutto, che ha reso la gamma Suv il fiore all’occhiello di Volvo. E non sono mancati i prestigiosi riconoscimenti a sottolinearlo: la XC40 è stata eletta a Ginevra “Auto dell’Anno 2018”, la XC60 da poco nominata “World Car of the Year 2018”.

Nell’immediato futuro di Volvo arriveranno nuovi modelli a continuare il rinnovamento: le nuove V60, S60 e V60 Cross Country attese quest’anno e la prima Volvo full electric che arriverà nel 2019. Tutte accomunate sempre dalla strategia “Vision 2020” del brand, che intende azzerare il numero di incidenti mortali alla guida di una Volvo. Una strategia, in realtà, alla quale la Casa svedese si dedica anima e corpo da decenni, più che una vision una mission: non vanno dimenticate infatti l’invenzione nel 1959 delle cinture di sicurezza a tre punti (un brevetto messo a disposizione gratuitamente di tutti gli altri produttori) e nel 2008 del dispositivo di frenata automatica d’emergenza, introdotto per la prima volta su un’auto con la prima generazione della XC60.

A proposito di cinture di sicurezza. L’11 aprile 1988, esattamente trent’anni fa, sulla Gazzetta Ufficiale veniva pubblicato il decreto che ne disciplinava l’obbligatorietà in Italia. Entrava così in vigore la legge 111 del 18 marzo 1988, che introduceva l’obbligo di installare e utilizzare a bordo dei veicoli cinture di sicurezza anteriori rispondenti a omologazione. L’obbligo definitivo dell’uso delle cinture posteriori, invece, arriva soltanto nel 2003.