Un’auto che rivoluzionò il settore delle sportive negli Anni ‘60. L’artista Alfonso Borghi ne interpreta l’anima attraverso i colori con 10 opere.

Sant’Agata Bolognese si prepara alle celebrazioni del 50° anniversario della Lamborghini Miura con la mostra d’arte “Velocità e Colore”, dal 28 aprile al 30 giugno al Museo storico della Casa. Ad interpretare la Miura e il marchio del Toro è stato chiamato l’artista Alfonso Borghi, che nelle 10 opere esposte ne interpreta l’anima attraverso i colori.

Dieci tele di grandi dimensioni (8 da 200×150 cm e 2 da 180×180 cm) a olio e tecnica mista che svelano tra forti giochi di colore ad effetto tridimensionale i particolari delle Lamborghini di ieri e di oggi, dall’iconica Miura alla Reventón, dalla Sesto Elemento all’Aventador.

UN’ICONA SENZA TEMPO
La Lamborghini Miura rappresenta un caso unico di automobile, che rivoluzionò il settore delle sportive negli Anni ‘60. Progettata dal team ingegneristico Lamborghini sotto la guida di Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, e vestita da Marcello Gandini per la Carrozzeria Bertone, fu subito un oggetto di culto.

Dal design sinuoso e sensuale, la Miura è alta solamente 105 centimetri dal suolo, con una altezza minima da terra di 135 mm. Motore centrale posteriore disposto in senso trasversale a 12 cilindri a V di sessanta gradi, quattro litri di cilindrata, unico blocco comprendente cambio e differenziale, sviluppa una potenza di 350 cv a 7.000 giri e una velocità massima record per quei tempi di 280 km/h.

Un progetto in anticipo sui tempi, ispirato ai grandi prototipi da corsa che solo dopo parecchi anni avrebbero generalizzato la tecnica del motore posteriore per le più raffinate sportive stradali.

Con la Miura, che prendeva il nome di Edoardo Miura, grande amico del fondatore Ferruccio Lamborghini e famoso allevatore di tori, si inaugura la tradizione Lamborghini di dare alle proprie vetture nomi derivanti dal mondo della tauromachia.

La Miura contagiò regnanti, cantanti e attori come quali Dean Martin, Frank Sinatra, Johnny Hallyday, lo Scià di Persia, il Principe di Monaco, Little Tony, Rod Steward, per citarne alcuni. Nel mondo ne vennero consegnati 763 esemplari, in tre differenti versioni, dal 1966 al 1972 e in ben 60 colori diversi.

NO COMMENTS

Leave a Reply