La più antica istituzione nazionale nel settore della mobilità è oggi la più grande, libera associazione di cittadini con oltre un milione di famiglie associate. Nella sua storia, ha regolamentato lo sport motoristico, partecipato alla fondazione della Fia e contribuito alla stesura del primo Codice della Strada nel 1923.

110 anni aci

Era il 1905, quando nove gentiluomini membri degli Automobile Club di Torino, Firenze, Milano, Genova e Padova diedero vita all’Aci. Sin da subito, stesso 1905, fu costituita la Commissione Sportiva, perché era fondamentale regolamentare lo sport automobilistico e approvare i regolamenti sportivi delle prime grandi corse in via di organizzazione (come la Targa Florio che si svolse per la prima volta nel 1906 e la Coppa d’Oro di regolarità).

Oltre al potere sportivo, l’Aci assunse subito una forte connotazione internazionale partecipando alla fondazione della Federazione Internazionale dell’Automobile (Fia). Nel 1906 nacque la prima scuola guida e l’anno dopo, durante l’Esposizione Internazionale di Milano, Aci sollecitò misure normative per disciplinare la circolazione stradale e l’uso dei clacson.

Nel 1923, l’Aci fornì un contributo determinante alla stesura del primo Codice della Strada che stabilì la circolazione sulla destra delle carreggiate. La circolazione stradale è sempre stato un tema importante per l’Aci. Lo dimostra la conferenza del Traffico e della Circolazione del 1950, dove 250 esperti discussero del problema della ricostruzione della rete stradale che portava ancora i pesanti segni della Seconda Guerra Mondiale, ma anche dell’etilismo come causa di incidenti stradali e della necessità di misurare il tasso alcolemico dei conducenti. Durante i lavori della Conferenza si parlò per la prima volta di piani regolatori del traffico, di spazi per la sosta, della larghezza minima delle strade e di educazione stradale nelle scuole.

Nel 1955 entrò invece in funzione il Soccorso Stradale Aci, che in 60 anni ha effettuato milioni di interventi sull’intera rete viaria nazionale e i cui lavoratori sono stati insigniti nel 1989 dal titolo di “buoni Samaritani” dal Papa Giovanni Paolo II.

“Aci è l’auto dell’Italia: la nostra storia costituisce le più solide fondamenta per il futuro della mobilità nel Paese e l’esperienza accumulata in 110 anni a servizio degli automobilisti ci permette di garantire verso la collettività e lo Stato un’azione efficiente e innovativa a supporto costante dell’economia, della società, della sicurezza stradale, della salvaguardia ambientale e dell’ammodernamento della Pubblica Amministrazione”, Angelo Sticchi Damini, presidente dell’Aci.

L’Aci ha sempre seguito attivamente lo sviluppo dell’auto nel nostro Paese, dai 2.229 veicoli circolanti nel 1905 ai 37 milioni di oggi, evidenziando puntualmente ogni criticità del sistema. E forte dei suoi 110 anni di storia, che la rendono la più antica istituzione nazionale nel settore della mobilità, è oggi la più grande, libera associazione di cittadini, con oltre un milione di famiglie associate.

Sul tutto il territorio nazionale, conta 106 Automobile Club provinciali, 103 sedi di uffici provinciali e oltre 1.500 delegazioni. Con le officine convenzionate, le agenzie assicurative Sara, le agenzie di viaggio, le autoscuole Aci-Ready2Go e gli autodromi, il sistema Aci conta oltre 4.000 punti di servizio, a cui si rivolgono ogni anno circa 30 milioni di italiani (in pratica 1 su 2).

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