La manutenzione delle nostre strade è una continua emergenza: lavori fermi anche nei primi mesi del 2017. Più si tarda a intervenire, più crescono i costi: una spesa oggi da 40 miliardi di euro.

Nuovo record negativo per il consumo di asfalto in Italia, sceso nei primi 4 mesi del 2017 del 4,7%, dopo aver già toccato il minimo storico a fine 2016. In quella che solitamente è la “stagione delle manutenzioni” i lavori tardano a sbloccarsi, le buche continuano ad aumentare e cresce il numero delle strade “ammalorate” chiuse al traffico.

Il dato emerge dall’analisi periodica sullo stato di salute delle nostre strade resa nota dal Siteb (l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade). Dopo un 2016 in linea con l’anno precedente quindi, nel primo quadrimestre i consumi di bitume in Italia hanno registrato un andamento negativo (-4,7%). La conseguenza è un preoccupante e prolungato stallo delle manutenzioni, che a sua volta ha come evidente conseguenza l’aumento della pericolosità delle nostre strade, e senza contare l’incremento dei costi necessari per ripristinarle. Più si tarda a intervenire, più aumenta la spesa quando (quando?) si interverrà.

Il Siteb stima già che negli ultimi 8 anni si sono investiti 10 miliardi di euro in meno in manutenzioni: adesso servirebbero 40 miliardi per ripristinare, in maniera adeguata, lo stato di salute delle nostre strade. La stagione delle grandi manutenzioni, di solito tra maggio e settembre (il 70% dei lavori viene svolto in questo periodo per sfruttare un meteo favorevole), quest’anno sembra essere ancora ferma.

E questo è ancora più preoccupante, visto la condizione in cui versano le nostre strade. I due allarmi principali riguardano le strade comunali e le provinciali (130.000 km dei 600.000 km totali della rete nazionale), quelle maggiormente a “bollino rosso” per l’assenza di risorse economiche degli Enti che ne sono responsabili. Talmente malridotte da portare il presidente dell’Unione delle Province Italiane a pensare di chiudere al traffico le strade a rischio per gli automobilisti.

Parlando dello stato di salute delle nostre strade non si può non citare il caso di Roma, con un “asfalto” che secondo la Corte dei Conti ha prodotto 2.700 richieste di risarcimento al Comune per i danni causati dalle buche. Intanto, si molitplicano le limitazioni al traffico (totali o dei mezzi pesanti) e di velocità (spesso 30 km orari) sulle strade più a rischio.

C’è bisogno che dal Governo centrale – commenta Michele Turrini, presidente del Siteb – prenda avvio una seria campagna di manutenzione delle strade prima che il degrado ne comprometta definitivamente l’enorme valore complessivo stimato in 5.000 miliardi di euro e renda troppo oneroso e non più sostenibile economicamente il suo ripristino. Mesi fa il Ministro Del Rio aveva giustamente fatto notare che la vera ‘grande opera’ che il Governo avrebbe affrontato in Italia sarebbe stata l’adeguata manutenzione dell’esistente. Purtroppo stiamo ancora aspettando i segnali, e i dati sono di segnale opposto: in Italia si sta distruggendo inesorabilmente il patrimonio di strade, di imprese e di tecnologia”.