Lewis Hamilton, l’intervista a tuttotondo con Fabio Fazio

“Con la Mercedes non è il mio ultimo anno. Da piccolo volevo essere o Senna o Superman. La famiglia ha fatto enormi sacrifici per me”.

lewis hamilton

Domenica sera Lewis Hamilton è stato ospite di “Che Tempo Che Fa” su Rai 1. Il pilota inglese, laureatosi quest’anno campione del mondo di Formula 1 per la quarta volta, è stato protagonista di una bella intervista, in cui si è raccontato a tutto tondo, non solo dal punto di vista professionale ma svelando anche alcuni aspetti della sua vita privata, con aneddoti curiosi come la visita alla regina Elisabetta II e l’incontro con Nelson Mandela. Ma anche i sacrifici fatti dal padre per introdurlo nel mondo delle corse. Ecco un riassunto dell’intervista, durante la quale Lewis si ha anche dimostrato un ottimo pianista.

Ultimo anno in Mercedes?

“No, voglio far di più. Attualmente c’è un anno da contratto, ma qui stiamo parlando del futuro. La Mercedes mi ha preso quando avevo 13 anni, per cui è difficile immaginarmi in un altro posto. Ci sarà sicuramente un nuovo contratto”. Parlando dei suoi viaggi con l’aereo privato (finito nel polverone dei Paradise Papers), Hamilton ha ammesso però come il rosso sia il suo colore preferito, scatenando i sorrisi di Fazio per l’evidente riferimento al colore del Cavallino Rampante.

Il quarto mondiale

“È incredibile, soprattutto in questa stagione. C’è stato un grandissimo lavoro di squadra. Ormai sono in Formula 1 da dieci anni e da 20 corro per la Mercedes”.

Senna o Superman?

“Ho iniziato a veder correre Senna quando avevo 5 anni insieme a mio papà. Ayrton era il mio preferito: avevo i suoi libri, poster dappertutto sul muro, tornavo da scuola e guardavo i suoi video. Il mio sogno da piccolo era essere o Superman o Senna: sognavo di arrivare in Formula 1 e come lui vincere qualche campionato”.

Ammiro Valentino Rossi

“Non mi piace guidare, mi piace solo andare veloce in pista. Di solito mi portano in giro, però ho la moto. Vivo a Monaco dove mi piace tantissimo andare in moto. Quando vado in giro mi sento un po’ come Valentino Rossi, beh non proprio come lui… Sono amico di Valentino, è davvero quello che mi piace più di tutti”.

La Formula 1

“A guardarci in tv, guidare una F1 sembra facilissimo. In realtà subiamo delle forze che ‘uccidono’. È come essere un fantino: devo pesare non più di 68 kg, quindi devo tenermi in linea, un kg in più rispetto a quello che dovrei essere significa in gara perdere un secondo, quindi devo fare un sacco di cardio e dieta. Bisogna stare attenti anche al collo, perché subisce lo stress più forte. Per allenarlo normalmente devo mettere un casco di piombo da 10 kg, mi siedo su una tavola e faccio una serie di ripetizioni in palestra per cercare di rafforzarlo”.

Il rapporto con la famiglia

“Sono stato davvero fortunato. Non eravamo una famiglia ricca, sono cresciuto in un monolocale con mio padre che ha dovuto fare quattro lavori contemporaneamente per mantenermi i primi anni delle gare. Andava a vendere case, ad aggiustare le macchine che distribuivano le bevande, poi lavorava per le ferrovie inglesi e riparava i computer per riuscire a fare soldi. La McLaren mi ha fatto un contratto quando avevo 13 anni, da quel momento c’è stata una grande differenza, altrimenti non ce l’avrei fatta: costa troppo. Ancora oggi quando sono in gara mi porto dentro la fatica che abbiamo fatto in famiglia. Il mio primo kart era di quinta mano, gareggiavo contro gente che era messa molto meglio di me. Riuscire ad arrivare dall’ultima posizione alla pole position era la cosa che volevo fare: questo mi ha dato carattere, mi ha dato forza, è stata la fame che ha provocato in me la grinta”.

A pranzo con la Regina

“È stato veramente figo. Mi hanno chiamato mentre ero in Brasile per l’ultima gara del 2009 e mi dicono: ‘la Regina la invita a colazione’. Io non ci credevo. Lei è la nonna più simpatica che ci sia, è davvero una nonnetta fantastica. Ho mangiato, se non mangi è maleducazione. La Regina non ha mangiato tantissimo, ma parlava molto, abbiamo parlato di cani, cibo, musica e di quello che fa nel fine settimana: una conversazione fantastica. La Regina fa un sacco di cose: porta a spasso i cani, va a fare passeggiate, guarda la televisione, infatti abbiamo parlato di alcuni film, ma guarda anche gli spettacoli televisivi. Aggiungo che suo marito guarda anche le nostre gare, e anche lei. È stata una delle cose più fantastiche della mia vita, un grande onore”.

L’incontro con Mandela

“Incontrare Nelson Mandela è stato come incontrare un re, un essere umano meraviglioso, sempre sorridente. Io il primo pilota di colore? Prima c’eravamo solo mio padre e io alle gare, ora ci sono anche bimbi asiatici, messicani… chiunque oggi può amare questo sport. Mi piace pensare di aver dato un contributo”.