Il racconto del ciclismo attraverso gli occhi e la penna di un giovane cronista al seguito della “carovana rosa” nei 150 anni dell’Unità d’Italia. E’ quello che il giornalista calabrese Pasquale Golia ha proposto con il suo secondo libro “Inseguendo un sogno rosa”, pubblicato dalla casa editrice “Edizioni la rondine” di Catanzaro, rendendo omaggio ad una festa, un rituale, una corsa, uno spettacolo sportivo ma anche sociale, quello del Giro d’Italia, che si consuma oramai da centodue anni, un evento popolare che ha accompagnato l’Italia nelle gioie ma anche nei momenti difficili delle due guerre, svelando un’immagine spesso sconosciuta del nostro Paese.
“Inseguendo un sogno rosa”, che si fregia del logo ufficiale delle celebrazioni, è stato già presentato in anteprima nazionale lo scorso mese di ottobre al Centro convegni della Regione Lombardia alla presenza, tra gli altri, del direttore generale del Giro d’Italia e di Rcs Sport – La Gazzetta dello Sport, Michele Acquarone. Nella sua attività da cronista Pasquale Golia ha raccontato tre Giri d’Italia, un Tour de France, due Giri di Calabria e tutte le grandi classiche del ciclismo professionistico con la stessa enfasi, la stessa voglia di emozionare il lettore convinto che <<nel ciclismo, o meglio nella passione della gente comune per questo sport, non esistono professionisti e dilettanti, ma solo eroi che in bici faticano, così come si fatica nella vita e per questo, comunque vada, comunque siano qualificati, meritano di essere applauditi>>.
Nel suo libro Golia racconta l’ultimo Giro d’Italia, quello del trionfo di Alberto Contador, portando il lettore a conoscere i luoghi attraversati dalla corsa e spiegando come molte delle nostre città abbiano avuto un ruolo importante nell’Unità nazionale. Gioie, dolori, sogni e delusioni dei corridori sono al centro di un altro capitolo, prima di lasciare spazio agli altri “eroi” che hanno corso il Giro d’Italia non a colpi di pedale, ma con computer, macchine fotografiche, telecamere: ovvero i protagonisti de “l’altro Giro” di cui ha fatto parte anche Pasquale Golia offrendo una piccola testimonianza da inviato di periferia alla corsa rosa utile a capire cos’è il Giro d’Italia. Il libro è dedicato proprio a Wouter Weylandt, il giovane corridore belga, scrive Pasquale Golia, il quale, <<pagando con la vita al Giro d’Italia 2011 la sua passione per il ciclismo, ci ha mostrato come questo sport assomigli molto alla esistenza di ognuno di noi. Gioie e dolori, sorrisi e lacrime, sudore e fatica, rendono il ciclismo una scuola di vita infallibile per ciascuno di noi>>. (ore 19:10)