L’idrogeno sbarca in Europa. Iniziano le vendite di Toyota Mirai

Mirai vuole segnare l’inizio dell’era dell’idrogeno. Ma un costruttore da solo non può riuscirci. Per questo Toyota mette a disposizione circa 5.680 brevetti depositati per l’utilizzo fino al 2020, tra i quali 70 relativi allo sviluppo di stazioni di rifornimento dell’idrogeno.

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Germania, Gran Bretagna, Danimarca e Belgio. Sono i Paesi europei già dotati di una rete di rifornimento dell’idrogeno. In questi Paesi, comincia da oggi la vendita di Toyota Mirai, la prima berlina a celle combustibile alimentata a idrogeno.

L’Italia tanto per cambiare si trova in una situazione penalizzante dal punto di vista legislativo e dal punto di vista delle infrastrutture. L’unica stazione di rifornimento si trova a Bolzano, dove c’è un impianto all’avanguardia che eroga idrogeno a 700 bar.

“La normativa attuale prevede che le stazioni di rifornimento non possano erogare idrogeno a una pressione superiore a 350 bar. Il nostro obiettivo è quello di convincere le Istituzioni della necessità di una rete autostradale a idrogeno strutturata ed efficiente, visto che l’utilizzo di tale risorsa rappresenterà, nel lungo periodo, un volano concreto per la tutela dell’ambiente e per il rilancio della nostra economia”, Andrea Carlucci, a.d. Toyota Motor Italia.

Mirai vuole segnare un cambiamento: l’inizio dell’era dell’idrogeno. Un percorso difficile da affrontare da soli. Un costruttore da solo non può riuscirci. E per questo, Toyota mette a disposizione circa 5.680 brevetti depositati per l’utilizzo fino al 2020, tra i quali 70 relativi allo sviluppo di stazioni di rifornimento dell’idrogeno.

Perché Toyota scommette così tanto sull’auto a idrogeno? L’idrogeno è uno degli elementi più abbondanti nell’universo e può essere prodotto da varie fonti, dal reforming dei gas naturali ma anche dalle energie rinnovabili come il solare, l’eolico e i bio-rifiuti. Non solo. Grazie alle emissioni di solo vapore acqueo durante la guida, Mirai riduce sensibilmente il suo impatto sull’ambiente.

Riconoscendo il grande valore ecologico di questa fonte di energia, Toyota ha dedicato più di venti anni alla ricerca e allo sviluppo della tecnologia a celle a combustibile di idrogeno. Si è concentrata sulle Fuel Cell, perché è una delle soluzioni più sostenibili per la mobilità: le emissioni di scarico che produce sono, infatti, solo vapore acqueo.

COME FUNZIONA LA TOYOTA MIRAI
A differenza delle vetture elettriche, consente un utilizzo quotidiano più pratico e semplice, poiché la vettura si rifornisce in circa 3 minuti e ha un’autonomia di oltre 500 km con un pieno.

Il Toyota Fuel Cell System utilizza un pacco celle di ultima generazione compatto. Mirai è stata sviluppata sulle basi delle tecnologie di recupero dell’energia in frenata e su quelle della tecnologia ibrida che Toyota ha sviluppato in tanti anni di esperienza. Le due fonti di energia, il pacco celle e la batteria, vengono utilizzate quindi in modo adeguato. Mirai, di fatto, è un’auto ibrida che usa insieme la batteria e le celle a combustibile alimentate da idrogeno.

L’idrogeno immagazzinato nel serbatoio entra nel pacco a celle a combustibile e combinato all’ossigeno (proveniente dall’esterno) genera energia elettrica che carica la batteria e alimenta il motore elettrico.

E sul fronte sicurezza? Negli ultimi dieci anni sono stati testati centinaia di prototipi, sottoponendoli a durissime prove su strada e test per la sicurezza su qualsiasi tipo di terreno: da quello freddo e rigido della Finlandia settentrionale a in quello caldo torrido della Spagna meridionale. I serbatoi di idrogeno sono stati colpiti addirittura con proiettili sparati da armi ad alta velocità. L’idrogeno che alimenta Mirai è conservato ad alta pressione (700 bar) in due serbatoi compatti e leggeri che Toyota realizza ormai dal “lontano” 2000.