L’Italia è il Paese europeo con più distributori di carburante

L’elevato numero di distributori è innanzitutto dovuto al fatto che l’Italia, in Europa e nel mondo, è ai primi posti per densità di veicoli circolanti. A ciò si aggiunge il particolare profilo del territorio nazionale. Ma una rete così ampia porta solo a risvolti negativi.

Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio Autoprometec, in Italia ci sono 21.800 distributori di carburante auto. Un dato che rende l’Italia il Paese in Europa con la più ampia rete distributiva. In Germania, infatti, i distributori sono 14.622, in Francia 11.476, in Spagna 10.617 e nel Regno Unito 8.613.

Una così ampia rete distributiva non può che comportare risvolti negativi: solo il 4% dell’intera rete è completamente automatizzato, mentre le stazioni di servizio con vendita di prodotti “non oil” sono appena il 28% e gli impianti self-service sono solo il 45%.

L’elevato numero di distributori nel nostro Paese è innanzitutto dovuto al fatto che l’Italia, in Europa e nel mondo, è ai primi posti per densità di veicoli circolanti. A ciò si aggiunge il particolare profilo del territorio nazionale, con una popolazione concentrata in città ma anche molto dispersa su tutto il territorio nazionale e con la dislocazione di molti punti di rifornimento in aree periferiche.

La capillarità del sistema distributivo dei carburanti auto è senza dubbio un vantaggio per l’automobilista, ma proprio il numero eccessivo dei punti vendita grava sull’efficienza generale del sistema. È proprio per colpa del numero eccessivo di punti distributivi che nel nostro Paese è difficile apportare una riduzione dei prezzi alla pompa paragonabile a quella del costo del greggio.

Dallo studio dell’Osservatorio Autopromotec emerge pure che la rete italiana dei distributori è indietro dal punto di vista tecnologico e di servizio, non ancora sufficientemente adeguati ai livelli degli altri principali Paesi europei.

L’incidenza dei punti vendita “non oil”, cioè con servizi, prodotti e prestazioni aggiuntive rispetto all’erogazione di carburante, è pari al 28% della rete distributiva, molto al di sotto della media dei cinque principali Paesi europei (76%). Scarsa anche la diffusione del self-service, ferma al 45%, che nei principali Paesi europei raggiunge una media dell’82%.