Siamo in autunno, ma il sole non smette di splendere sul mercato dell’auto in Europa. A settembre, infatti, nei 28 mercati della UE (in cui si conta ancora anche il Regno Unito) sono state immatricolate 1.455.180 autovetture, con un incremento del 7,2% rispetto al 2015. Sul risultato influiscono i recuperi in atto nei Paesi della fascia meridionale, in particolare Italia (+17,4%), Spagna (13,9%) e Portogallo (10,6%). Solo la Grecia cala del 10,3%, ma considerando i primi nove mesi dell’anno cresce dell’8,6%.

Il mercato tedesco resta il più importante dell’Unione, mentre l’Italia che per molto tempo è stata al secondo posto è scivolata al quarto, preceduta da Regno Unito e Francia.

Il fatto che l’andamento positivo interessi praticamente tutti i Paesi UE porta Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, a pensare che il gap con i livelli ante-crisi del 2007 venga colmato già nel prossimo anno. “Se così sarà – commenta Quagliano – la crisi dell’auto dell’Unione Europea sarà durata 10 anni. Nel mercato mondiale è durata invece solo due anni, negli Usa tre anni e anche all’interno dell’Unione Europea la durata della crisi non è stata particolarmente lunga per Germania e Francia (due anni) e Regno Unito (cinque anni), ma il risultato complessivo dell’area è fortemente influenzato dai dati dei Paesi della fascia meridionale della zona Euro oggi in forte recupero”.

Dopo 9 mesi, 23 Paesi stanno crescendo più della media del mercato, tutti sono in territorio positivo tranne Svizzera e Olanda, con la prima che mostra segni di ripresa.

“Anche i provvedimenti fiscali – ha commentato Romano Valente, direttore generale dell’Unrae – hanno aiutato questo processo, come in Spagna, Gran Bretagna, Francia e Italia. Queste ultime due hanno adottato il super-ammortamento, la Francia ne ha già annunciato il rinnovo per il 2017, in Italia si annuncia una riduzione dell’aliquota dal 140% al 120%, con la conseguenza che assisteremo a un’evitabile anticipazione di domanda sul finire dell’anno e un conseguente calo all’inizio del prossimo”.

“Come insegnano altri Paesi, anche l’auto ha bisogno di stabilità e di provvedimenti strutturali: la riduzione del super-ammortamento prende una corsia contraria”.