Battuta d’arresto per il mercato automobilistico europeo. Secondo i dati diffusi dall’Acea, l’Associazione dei Costruttori Europei, con 1.466.336 immatricolazioni nel mese di settembre l’Europa dei 28 + Efta mette a segno un mese negativo calando del 2% dopo 45 mesi di crescita continua. A settembre sono in calo nove dei ventotto mercati dell’Unione, mentre nel consuntivo gennaio-settembre i mercati in calo sono soltanto tre.

Considerando i cinque maggiori mercati, che complessivamente assorbono il 74,7% delle vendite, spiccano i risultati positivi di Italia e Spagna, mentre a incidere sulla flessione di settembre ci sono, tra gli altri, Regno Unito (-9,3%) e Germania (-3,3%). Nonostante il rallentamento, il mercato europeo resta positivo nel periodo gennaio-settembre (+3,6%).

Per il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, la frenata europea di settembre non è da sottovalutare: “La battuta di arresto è un segnale da monitorare e soprattutto ci fa riflettere sul dato italiano, che vanta una crescita sui 9 mesi del +150% rispetto alla media del mercato europeo, la cui economia non è certo inferiore alla nostra. La verità è che per sostenere le quote di mercato stiamo registrando un vero e proprio exploit di kilometrizero, secondo le elaborazioni cresciute del 40% rispetto al 2016”.

“Altro elemento da soppesare – conclude Pavan Bernacchi – è il canale privati, ossia le famiglie, che a settembre ha perso in Italia quasi il 4% e il computo sui 9 mesi è a -1,5%. I concessionari italiani esprimono infine soddisfazione per la scelta del Governo italiano di non aumentare l’Iva nella prossima Finanziaria. Un pericolo scongiurato che avrebbe pesato molto sulle tasche degli italiani e sul comparto dell’automotive”.