Luglio -10,7%, non accadeva da 28 anni

Luglio -10,7%, non accadeva da 28 anni

Roma – Secondo i dati diffusi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in luglio sono state immatricolate 137.442 autovetture con un calo del 10,7% sul già molto debole luglio 2010.  Era dal 1983 che non si registrava nel settimo mese un immatricolato così basso. Il dato sulle immatricolazioni di auto a luglio è molto importante non solo per il mercato dell’auto, ma anche perché è la prima indicazione statistica sull’economia reale dopo la manovra finanziaria.
La domanda di auto ha accusato fortemente la stangata contenuta nella manovra che ha aumentato ancora una volta le accise e ha introdotto superbolli mentre la propensione ad acquistare automobili era stata già pesantemente colpita dal caro-carburante, dagli aumenti di Ipt e imposte sull’assicurazione e soprattutto dalla debolezza dell’economia reale e dalle preoccupazioni per il quadro finanziario italiano ed internazionale.
Il risultato di luglio è tanto basso da costringere a rivedere ancora una volta le previsioni per l’intera annata che si attestano ormai sicuramente al di sotto di 1.800.000 unità e, se poi si considerasse soltanto il risultato di luglio, scenderebbero addirittura al di sotto di 1.700.000. D’altra parte, in mancanza di interventi, non si vede come le vendite di auto possano risollevarsi dal livello infimo a cui sono cadute.
Dall’inchiesta congiunturale di luglio del Centro Studi Promotor GL events emerge che il 91% dei concessionari lamenta una bassa affluenza di acquirenti nei saloni di vendita e bassi livelli di acquisizioni di ordini, mentre il l’indicatore del clima di fiducia degli operatori del settore, già molto depresso, cala di quasi 4 punti. Per far fronte alla situazione del mercato dell’auto, secondo gli operatori del settore interpellati dal Centro Studi Promotor GL events, occorre adottare provvedimenti urgenti di rilancio dell’economia. L’87% dei concessionari dichiara di preferire misure di questo tipo piuttosto che nuovi incentivi all’auto. D’altra parte è ormai facile prevedere che anche il dato sulla crescita del prodotto interno lordo, che verrà diffuso il 5 agosto, sarà negativo e se si considera che in entrambi i due trimestri precedenti vi è stata una crescita soltanto dello 0,1% si potrebbe configurare una nuova stagnazione che potrebbe lasciare spazio in tempi brevi ad una nuova caduta del Pil.
Anche dall’osservatorio del mercato dell’auto, che dispone di dati statistici in tempi più rapidi degli altri settori, appare dunque indifferibile quel forte segnale di discontinuità richiesto dalle associazioni rappresentative dei lavoratori e delle imprese (da Confidustria a Cgil, da Confcommercio a Cisl). Questo segnale va dato subito. A settembre potrebbe essere troppo tardi. Né si può pensare che chi ha alte responsabilità vada in vacanza mentre il Paese è sotto l’attacco dei mercati finanziari e la nostra economia rischia di scivolare in una nuova recessione dagli esiti imprevedibili.
Nel mercato di luglio, i privati hanno evidenziato ancora una flessione del 14,3%, scendendo al 65,7% di quota di mercato, mentre crescono le società, che recuperano quasi tre punti di rappresentatività, portandosi al 19,4% del totale. Pur se in flessione in termini di volumi, il noleggio conferma nel mese la quota di mercato di un anno fa del 14,9%. Prosegue, inoltre, la corsa del diesel al 56,3% del totale (quasi 6 punti in più di un anno fa), mentre rimane stabile la rappresentatività delle vetture a benzina (38,2%).
Le marche nazionali registrano a luglio 41.096 immatricolazioni (-9,3%) con unaquota di mercato del 29,9%. Positivo il marchio Lancia (+1,2%). Nel cumulato da inizio 2011, le immatricolazioni totalizzate si attestano a 339.994 (-16,9%), con una quota di penetrazione del 29,5%. Rimasta al di sopra del 55% dell’immatricolato mensile nei primi cinque mesi dell’anno e raggiunto il 56% di quota a giugno, sale ancora, a luglio, la quota delle motorizzazioni diesel, portandosi al 56,3% del totale immatricolato. Nel cumulato da inizio anno la quota si attesta al 55,2%.
Ben 5 modelli italiani figurano nella classifica delle auto più vendute a luglio. Stabili ai primi 3 posti Fiat Punto (10.184 unità), Fiat Panda (7.428) e Fiat 500 (5.605), seguiti, al quarto posto, da Lancia Ypsilon (5.435) – che conquista una posizione rispetto al mese scorso – e, all’ottavo, da Alfa Romeo Giulietta (3.057).
Nella top ten diesel si mantiene in testa Fiat Punto (4.808 unità), mentre al quarto posto, avanzando di ben 5 posizioni, troviamo Alfa Romeo Giulietta (2.328) e, al sesto, Fiat Freemont (1.954), new entry dopo il lancio avvenuto lo scorso maggio.
Il mercato dell’usato, infine, ha registrato in luglio una flessione del 3,3%, con 381.257 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture. Nei primi 7 mesi di questo anno le 2.784.736 unità trasferite segnano una crescita del 3,6%, rispetto alle 2.688.976 dello stesso periodo del 2010.
Preoccupati i commenti dell’Anfia, dell’Unrae e di Federauto.
Eugenio Razelli, presidente dell’Anfia: <<A inizio 2011 ci aspettavamo un’inversione di tendenza dopo il primo semestre invece luglio è ancora un mese difficile per il mercato, che non riesce nemmeno a mantenere i livelli già bassi del periodo del 2010 successivo alla fine degli incentivi. La flessione di luglio 2011, infatti, si confronta con un luglio 2010 a sua volta in ribasso del 25,4% sullo stesso mese del 2009 e, in termini di volumi, rappresenta il minimo storico dagli anni ’90 ad oggi. Del resto, l’andamento del mercato non fa che riflettere un quadro generale di incertezza che è andato peggiorando negli ultimi mesi: sofferenza dell’economia, con l’inflazione ancora in ascesa a luglio (+0,3% su giugno 2011 e +2,7% su luglio 2010
secondo i dati provvisori Istat), inefficienza della pubblica amministrazione e instabilità politica, pongono l’Italia sotto l’attenzione dell’Unione Europea. A luglio, inoltre, si rilevano aumenti congiunturali dei prezzi dei carburanti pari al 2,2% per la benzina e al 2,8% per il gasolio, mentre a livello tendenziale la crescita si attesta rispettivamente al 13,5% e al 17,5%. Non stupisce, dunque, che l’indice del clima di fiducia dei consumatori, sempre secondo la rilevazione Istat, scenda a 103,7 dal 105,8 di giugno. Per quanto riguarda i beni durevoli, peggiorano sia i giudizi sulla convenienza all’acquisto immediato, sia le intenzioni d’acquisto per il breve termine. Perché si registri un’accelerazione dei consumi occorre, come affermiamo da tempo, garantire una mobilità accessibile nei costi, mentre i continui rincari dei carburanti e delle polizze assicurative e l’aumento della pressione fiscale sul settore – con i numerosi provvedimenti in materia introdotti e annunciati durante l’anno in corso – facendo lievitare le spese di gestione degli autoveicoli, vanno nella direzione opposta>>.
Gianni Filipponi, direttore generale dell’Unrae: <<L’ulteriore brusca frenata di luglio costituisce il livello più basso per questo stesso mese dal lontano 1983, quando furono vendute 127.193 vetture. Basti pensare che durante la profonda crisi degli anni 1993-1996, quando il mercato automobilistico italiano fece registrare immatricolazioni complessive annue intorno a 1,7 milioni di
autovetture, il mese di luglio non si è mai posizionato su livelli così bassi. I consumi delle famiglie hanno rallentato, condizionati dall’accelerazione dell’inflazione e dall’incerto andamento del mercato del lavoro. In particolare, gli acquisti per l’automobile sono scesi nei primi 6 mesi di questo anno, secondo le rilevazioni del nostro Centro Studi, del 15,7%, passando dai 14,2 miliardi di euro dello stesso periodo del 2010 ai 12 attuali, una percentuale superiore alla flessione complessiva del mercato. La situazione risulta ancora più grave se si tiene conto che sulle famiglie pesano i crescenti costi di gestione dell’autovettura: carburanti, assicurazioni, pedaggi e fiscalità. L’elevata incertezza del quadro economico e il basso livello degli ordini ci inducono a confermare per l’anno 2011 la nostra previsione di 1,8 milioni di autovetture immatricolate, che a suo tempo veniva considerata molto prudenziale da buona parte degli operatori e analisti del settore. Un trend di questo tipo difficilmente potrà essere modificato anche nel prossimo anno, senza un chiaro programma di intervento a sostegno dell’economia>>.
Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l’associazione che raggruppa i concessionari ufficiali di tutti i marchi automobilistici commercializzati in Italia: <<Anche questo mese il netto calo delle immatricolazioni a clienti privati accentua il calo delle vendite di auto nuove, allontanando drasticamente ogni speranza di ripresa del mercato. Un 10% in meno può sembrare poca cosa ma non dobbiamo dimenticarci che il luglio dello scorso anno aveva già registrato una perdita del 26%. In pratica stiamo peggiorando una situazione nella quale pensavamo di aver toccato il fondo. Abbiamo la netta sensazione che il nostro settore stia affondando sotto i colpi della sfiducia dei consumatori alimentata dai gravi problemi del debito sovrano degli Stati Uniti, dalle ondate speculative che hanno aggredito il mercato finanziario, dai fattori interni indotti dalla instabilità politica, dalla stangata della manovra economica governativa, dai continui aumenti di carburanti, imposte sulle assicurazioni, accise e superbolli che si rincorrono spasmodici da qualche mese. E’ questa una miscela esplosiva che si ripercuote sulla capacità di spesa delle famiglie, producendo un effetto di contrazione che pare inarrestabile. Senza un piano di interventi strutturale e pluriennale, da condividere a livello centrale con tutti i protagonisti della filiera automobilistica, la situazione già fragile può precipitare con rischi incalcolabili su un comparto che pesa il 12% del Pil e coinvolge, in senso lato, 1.600.000 persone.Tutte le parti sociali chiedono al Governo un salto di qualità. Noi non possiamo che associarci a questa richiesta. Il succedersi dei continui cali di vendita ai consumatori privati esprime il livello di massima emergenza raggiunto, dettando un trend annuale 2011 non superiore a 1.800.000 immatricolazioni rispetto alle 1.960.000, già deludenti, del 2010. La scorsa settimana il Governo ha espresso il proprio favore per incentivare gli acquisti di auto elettriche: una iniziativa che abbiamo definito inappropriata e insufficiente, auspicando una profonda riflessione sulle reale condizione di tutto il mercato automobilistico e delle criticità che continuano ad affossarlo. Oggi come non mai abbiamo bisogno di misure organiche, di un vero e proprio piano nazionale, basato sul rinnovo del parco circolante e sulla leva fiscale, spalmato almeno su un triennio, che punti decisamente al rilancio sapendo sfruttare la capacità di attivazione dell’Economia nazionale da parte del settore automobilistico. E’ per questo che rinnoviamo al ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, la richiesta di convocare le associazioni del settore>>. (ore 18:15)

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