Bologna – In anni ormai lontani i pneumatici ricostruiti erano ampiamente utilizzati anche per le autovetture ma poi la quota degli acquisti di ricostruiti per autovettura è andata gradualmente riducendosi. Lo stesso fenomeno di disaffezione non ha invece riguardato autoveicoli commerciali, autocarri e autobus, che hanno continuato ad utilizzare in maniera significativa i pneumatici ricostruiti.
Nel 2011, secondo le stime di Airp (Associazione Italiana dei Ricostruttori di Pneumatici), nel trasporto leggero vi è stato un incremento dell’impiego dei ricostruiti dell’11,8%, mentre il settore dell’autocarro ha consolidato le sue posizioni sui livelli già toccati nel 2010.
L’impiego dei ricostruiti consente notevoli risparmi nell’acquisto dei pneumatici e presenta grandi vantaggi anche dal punto di vista della salvaguardia dell’ambiente. La ricostruzione, dando una seconda, e spesso, nel trasporto pesante, anche ulteriori “vite” al pneumatico, allontana nel tempo la necessità di smaltimento del pneumatico usato. Solo al termine delle diverse utilizzazioni vi sarà una carcassa da smaltire.
I pneumatici ricostruiti, d’altra parte, e soprattutto dopo l’adozione dell’obbligo di rispettare nella lavorazione le normative ECE ONU 108 e 109, offrono caratteristiche di affidabilità e sicurezza assolutamente analoghe a quelle dei pneumatici nuovi e consentono notevoli risparmi. (ore 18:00)

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