Roma – Le vendite di settembre, -11,0% e 1.132.034 vetture immatricolate, secondo quanto comunicato oggi dall’Acea, accelerano il calo dell’Europa dei 27 + Efta, che arriva a cumulare nei 9 mesi un -7,2% (9.724.423 unità). Ma è un trend a due velocità in cui si notano 16 Paesi su 29, in rappresentanza del 58% dell’industry totale, che performano meglio della media europea. Spiccano i due elementi del Regno Unito, che nel mese del cambio targa conferma la tonicità del suo mercato (+8,2%), e della Germania che segue nel mese il trend europeo (-10,9%).
In evidenza nel mese di settembre il quasi raddoppio dei volumi della Slovacchia (+46,6%), a causa dell’imminente aumento delle tasse sull’immatricolazione di auto più potenti e il crollo dell’Olanda (-27,7%), dove nei mesi scorsi si è assistito ad una crescita artificiale delle immatricolazioni prima dell’ulteriore aumento delle tasse. Sembra, quindi, che la crisi attanagli la vecchia Europa, più di quanto non faccia nei Paesi del Nord Est europeo, dove si sviluppa ancora una ricerca di mobilità attraverso l’auto.
L’Italia, come molti altri Paesi, mantiene senza rimedi a portata di Governo la sua posizione nel “cahier des doléances” degli Stati Generali dell’Auto (fuori dalla metafora, ci riferiamo alle Associazioni di categoria), nel quale, ancora come più di duecento anni fa, le richieste più pressanti sono quelle della riduzione della pressione fiscale sulle famiglie e, nello specifico, sul comparto auto.
Il forte calo delle immatricolazioni nella zona euro contrasta con l’andamento moderatamente positivo degli altri paesi dell’area UE27+Efta, che in settembre vedono le immatricolazioni in crescita del 2,4% e soprattutto con gli ultimi dati resi noti per le vendite di veicoli leggeri nel mondo che nei primi otto mesi dell’anno hanno fatto registrare una crescita del 7,9%. Il mercato dell’auto nel mondo è dunque in pieno sviluppo ed anzi si avvia a far registrare nel 2012 un nuovo record di vendite, mentre soltanto l’Area euro fa registrare un andamento fortemente negativo. Le ragioni di questa crisi, che interessa una parte molto importante dell’Europa, sono da ricercarsi essenzialmente nelle politiche restrittive imposte alla fascia sud della Zona euro in relazione alla crisi della moneta unica. La forte frenata dell’economia in Grecia, Italia, Spagna e Portogallo sta contagiando l’andamento della domanda in tutta l’Area con il concreto pericolo che il contagio si estenda a livello globale.

– Germania – Il profondo calo di settembre conferma le difficoltà del mercato tedesco.
Con il calo più forte dell’anno 2012, il mese di settembre conferma la debolezza del mercato tedesco, che ha evidenziato una flessione del 10,9% e 250.082 immatricolazioni. Nei primi 9 mesi le 2.358.798 auto vendute segnano una riduzione dell’1,8%. Sulla fiducia dei consumatori pesa lo scenario economico che caratterizza l’Area dell’euro, nonostante le interessanti offerte commerciali e il lancio di nuovi importanti modelli sul mercato. Le vetture a gasolio proseguono la loro crescita, che nei 9 mesi si attesta all’1,5%, raggiungendo una quota di mercato del 48% (46,4% un anno fa); migliorano in rappresentatività anche le vetture a basso impatto ambientale, anche se con valori ancora poco rilevanti. L’incertezza che sta appesantendo il mercato tedesco si prevede inciderà anche nella parte restante dell’anno in corso e probabilmente saranno da rivedere al ribasso le ultime previsioni del totale 2012 che indicano un mercato complessivo a 3.130.000 immatricolazioni di autovetture, in calo dell’1,3% sul 2011.

– Gran Bretagna – L’unico mercato in crescita alla fine dei 9 mesi tra i maggiori Paesi europei.
Nel secondo mese più ricco di immatricolazioni, grazie alla spinta del cambio targa, il mercato britannico ha evidenziato in settembre una crescita superiore alle aspettative e pari all’8,2%, con 359.612 auto vendute. L’incremento è stato guidato dagli acquisti delle famiglie, cresciute del 14,2% a 177.242 unità (+11,4% nei 9 mesi), mentre un contributo più ridimensionato è derivato dalle flotte (+3,3%). In flessione nel mese, invece, gli acquisti delle società (-0,9%). Nei primi 9 mesi dell’anno, quello britannico è l’unico mercato in crescita tra i principali Paesi europei, con 1.620.609 immatricolazioni e un incremento del 4,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Nel gennaio-settembre, inoltre, le emissioni medie ponderate delle nuove auto immatricolate sono scese del 3,4%, passando dai 138,7 g/km di CO2 di un anno fa ai 133,4 attuali. Nonostante lo scenario economico (il Pil, infatti, si è contratto per il terzo trimestre consecutivo) ed i rischi derivanti dalle problematiche che interessano l’Area dell’euro, i consumatori sono stati attratti dalle allettanti offerte commerciali di Case e concessionari. La Smmt (l’Associazione nazionale), infatti, alla fine del mese di ottobre rivedrà probabilmente a rialzo le proprie stime per l’intero 2012, attualmente a 1.970.000 immatricolazioni (+1,5%).

– Francia – Peggiora la situazione -17,9% a settembre.
I risultati di settembre indicano un forte peggioramento della situazione del mercato francese, che nel nono mese dell’anno ha segnato un calo del 17,9% e 137.536 immatricolazioni, tali da portare a chiudere i 9 mesi a 1.431.509 unità, in flessione del 13,8%. Il declino delle vendite è avvenuto nonostante sia terminato l’effetto confronto con lo stesso periodo dello scorso anno caratterizzato dalla fine degli incentivi. La flessione incide, in particolare, sugli acquisti delle famiglie (scese nel mese del 24,9%), influenzate dalla stagnazione economica, che caratterizzerà anche la parte finale dell’anno, dalle difficoltà del mercato del lavoro e dalle politiche fiscali restrittive. Bisognerà vedere che impatto avranno sul mercato i recenti incentivi introdotti a fine luglio dal Governo francese per l’acquisto di vetture ibride ed elettriche, intervenendo anche sul programma bonus/malus a favore di vetture a più basse emissioni. Al momento, in settembre queste due motorizzazioni hanno evidenziato una crescita complessiva del 2,2%, con un incremento di 1,2 punti percentuali rispetto al settembre 2011. La Global Insight stima per l’anno in corso un mercato delle immatricolazioni in calo dell’11% a 1.960.000 unità, con un’ulteriore contrazione per il prossimo anno, a 1.850.000 auto venute.

– Spagna – Dopo l’anticipo di agosto, a causa dell’aumento Iva profonda flessione a settembre.
Come previsto, l’incremento dell’Iva di 3 punti percentuali, entrato in vigore a settembre, ha determinato un drastico calo delle immatricolazioni in Spagna, scese addirittura del 36,8% a 35.146 unità. Dopo le forti riduzioni dei mesi precedenti e il recupero di agosto, dovuto solamente ad un effetto anticipatorio della domanda, il volume di auto vendute a settembre ci riporta indietro al 1985, anno nel quale – nello stesso mese – si registrò un livello simile. Il totale dei primi 9 mesi si colloca a 555.362 unità (-11%). La flessione più brusca riguarda i privati, che dopo 25 mesi di cadute consecutive e la ripresa ad agosto, sono calati nel mese di settembre del 44,1% a meno di 17.000 unità (-10,9% nel cumulato). Si mantiene, inoltre, la tendenza negativa delle società (-29,5% nel mese, -15,7% nel gennaio-settembre) e dei noleggi, in calo dell’8% in settembre. Le Associazioni di categoria (Anfac e Aniacam) plaudono al programma di incentivi alla rottamazione di auto e veicoli commerciali introdotto fino al 31 marzo 2013, con bonus (50% dallo Stato e 50% dalle Case) all’acquisto di veicoli nuovi o usati con al massimo un anno di anzianità e un livello di emissioni di CO2 non superiore a 160 g/km. Si ritiene, infatti, che ne trarranno beneficio anche le casse dello Stato, che per ogni euro concesso potranno rientrare di 3 volte tanto. Viene, pertanto, rivista al rialzo dalle Associazioni la stima di chiusura per l’anno in corso, che dovrebbe attestarsi a 720.000 immatricolazioni di autovetture (-11%), rispetto alle 700.000 precedentemente previste (-13,4%).
 
Sui dati del mercato europeo il commento di Roberto Vavassori, presidente di Anfia: <<A settembre, si assiste a un peggioramento in tutti i maggiori mercati eccetto quello inglese (+8,2%), in ripresa da marzo. I cali a doppia cifra sono molto pesanti, non a caso, per Spagna (-36,8%) e Italia (-25,7%), i due Paesi chiamati al maggiore sforzo per il superamento della crisi dell’Eurozona, seguiti dalla Francia (-17,9%) e dalla Germania (-10,9%). La gravità delle conseguenze del forte indebolimento del comparto automotive in Europa, ha indotto molti Governi a intervenire prima che sia troppo tardi per arginare i rischi di deindustrializzazione. Il Governo francese, a fine agosto, ha abbassato di 3 centesimi al litro la tassazione sui carburanti (gasolio e benzina) e ha concordato con i distributori un ulteriore ribasso da 1 a 3 centesimi al litro. Queste misure hanno finora consentito di ridurre i prezzi del 7-8%, in attesa che, a fine novembre, il ministero dell’Economia francese studi un sistema continuativo di contenimento dei rincari dei prezzi dei carburanti. Il Governo, inoltre, ha già annunciato che si impegnerà nella realizzazione di un piano pluriennale (almeno quinquennale) per rilanciare la competitività del settore. Anche la Spagna è intervenuta a sostegno del comparto con il Plan Pive (Plan de Incentivos al Vehiculo Eficiente), destinato a incentivare la vendita dei veicoli ad alta efficienza energetica e basso impatto ambientale (che rappresentano più del 65% del mercato attuale), nell’intento di avviare una politica industriale trasversale che valorizzi non solo le attività commerciali, ma anche quelle produttive lungo tutta la filiera. Auspichiamo che anche il Governo italiano metta in campo interventi immediati a sostegno della nostra filiera e degli investimenti industriali di cui il nostro Paese ha bisogno: dalla riduzione dei costi dell’energia, alla semplificazione burocratica, al credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo. Necessario, inoltre, intervenire sulla riduzione della fiscalità specifica del settore, quale tassazione dei carburanti, superbollo e Ipt>>.

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