Roma – Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti in novembre sono stati immatricolate in Italia 106.491 autovetture con un calo rispetto allo stesso mese del 2011 di 20,1%. Il dato di novembre conferma la gravità della situazione del mercato automobilistico che in seguito alla caduta delle immatricolazioni in atto dall’aprile 2010, cioè dalla fine degli ultimi incentivi alla rottamazione, si attesterà nell’intero 2012 su un volume di immatricolazioni di circa 1.400.000 unità e quindi su un livello analogo a quello del 1979, con un calo sui volumi del periodo ante-crisi del 44%.
Secondo il Centro Studi Promotor GL events, che ha tenuto oggi la conferenza stampa d’apertura del 37mo Motor Show di Bologna (che pubblichiamonegli argomenti correlati, ndr) <<nella seconda metà del 2013 potrebbe però delinearsi una modesta ripresa delle vendite che potrebbero attestarsi a fine anno a quota 1.550.000 unità con un incremento sul 2012 intorno al 10%. Il possibile recupero nel 2013 potrebbe essere dovuto a un miglioramento del clima di fiducia che potrebbe verificarsi se, dalla consultazione elettorale di primavera, uscisse una soluzione in grado di rassicurare non solo i mercati finanziari, ma anche i consumatori italiani>>.
Il moderato recupero del mercato dell’auto nel 2013 rappresenterebbe una boccata di ossigeno per il settore, ma il risultato sarebbe ancora molto lontano dai livelli ante-crisi. Per il ritorno alla normalità occorrerà quindi una vera ripresa dell’economia, che potrà delinearsi se la politica della zona euro privilegierà non più le esigenze della finanza, ma soprattutto quelle dell’economia reale, uniformandosi alle politiche in atto nel resto del mondo ed in particolare negli Stati Uniti, politiche che stanno favorendo non solo l’economia reale ma anche il mercato dell’auto che oggi è in crescita in tutto il mondo tranne che nella Zona Euro.
Secondo le stime preliminari Istat, a ottobre l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra una variazione congiunturale negativa minima (-0,2%) e un aumento del 2,5% a livello tendenziale (era del 2,6% a ottobre). Il lieve rallentamento dell’inflazione, che segue quello più consistente registrato a ottobre, è principalmente dovuto alla frenata dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, in flessione del 2,2% a livello congiunturale e in crescita dell’11,5% a livello tendenziale (contro il +15% di ottobre).
Risultano in ribasso i prezzi di quasi tutti i carburanti. A novembre, il prezzo della benzina cala del 4,2%, mentre il tasso di crescita tendenziale scende all’11,2% (era del 16,2% il mese scorso); il prezzo del gasolio diminuisce dell’1,8% nel mese e cresce su base annua del 13,9% (dal 17,8% di ottobre); per gli altri carburanti, invece, i prezzi risultano in rialzo del 2,4% a livello congiunturale (contro il +4,2% del mese scorso) e del 18,9% a livello tendenziale (+15,8% il mese scorso).
Secondo i dati Istat, inoltre, a novembre l’indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce, passando da 86,1 a 84,8 (base 2005=100). I giudizi sull’opportunità di acquisto di beni durevoli – tra cui l’automobile – risultano stabili (-111 il relativo saldo). In lieve diminuzione sono valutate le intenzioni di acquisto futuro (da -69 a -70).
Stando ai dati preliminari relativi alle immatricolazioni per alimentazione, si evidenziano ancora una volta buoni risultati per le alimentazioni alternative. Le vetture a Gpl immatricolate a novembre rappresentano il 12,2% del totale immatricolato (erano l’12,5% il mese scorso), contro il 3,4% di un anno fa, mentre per il metano la quota di mercato si attesta al 4,5% (4,3% a ottobre) rispetto al 2,4% di un anno fa. In lieve crescita anche la quota di penetrazione delle vetture ibride: 0,8% a novembre 2012 (0,7%il mese scorso) contro lo 0,3% di novembre 2011.
In lieve recupero, dopo due cali consecutivi, le vetture diesel, che raggiungono una quota del 51,7% nel mese (51,5% il mese scorso) del totale immatricolato, contro il 56,6% di un anno fa.
Secondo l’anticipazione dello scambio di dati tra Anfia e Unrae, a novembre i contratti siglati sono oltre 110.000 (-14%). Nei primi 11 mesi del 2012, gli ordini ammontano a oltre 1.270.000 (-20%).
Le marche nazionali, nel complesso, totalizzano nel mese 37.711 immatricolazioni (-16,8%), con una quota di mercato del 29,8%, in crescita di 1,2 punti rispetto a un anno fa. I marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano 31.649 immatricolazioni (-16,5%), con una quota di mercato del 29,7%, in crescita di 1,3 punti rispetto ad un anno fa.
Tutte le marche italiane presentano una contrazione a due cifre nel mese tranne Lamborghini, che chiude con segno positivo.
Nel cumulato da inizio anno, i volumi immatricolati dalle marche nazionali nel loro complesso si attestano a 390.625 unità (-19,8%) e la quota di mercato è stabile al 29,7%.
I marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano, nei primi undici mesi del 2012, in crescita di 0,1 punti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel progressivo da inizio anno, tutte le marche italiane riportano flessioni a due cifre.
Sempre cinque i modelli italiani più venduti a novembre: stabili in testa alla classifica Fiat Panda (10.270 unità) e Fiat Punto (5.189), seguite, al quarto posto, da Lancia Ypsilon (3.098), che guadagna due posizioni rispetto al mese scorso, al quinto, da Fiat 500 (2.679) e, al decimo dalla new entry Fiat 500 L (2.115), vettura lanciata in Italia a metà settembre.
Nella top ten delle vetture diesel, Fiat Panda (2.064 unità) si colloca in testa alla classifica, mentre, al suo primo ingresso nei dieci modelli diesel più venduti, al quarto posto compare Fiat 500 L (1.483). Stabile al sesto posto Fiat Punto (1.340), seguita, al decimo, da Fiat Freemont (1.117).
Con 374.122 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari nel mese, torna a calare, dopo il recupero registrato a ottobre (+8,2%), il mercato dell’usato, in flessione del 4,3% rispetto a novembre 2011. La flessione relativa ai primi undici mesi del 2012 si attesta al 9,2%, per un totale di 3.800.735 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari.