Roma – Nulla di nuovo sul fronte dell'auto. Il mercato continua a calare. In giugno le immatricolazioni hanno fatto registrare il 39mo calo mensile a partire dal marzo 2010, cioè dalla fine degli ultimi incentivi alla rottamazione. La serie nera iniziata allora si è interrotta infatti solo due volte (+4,2% a maggio 2011 e +4,17% ad agosto 2011) in 41 mesi. In particolare nel giugno scorso, secondo i dati diffusi oggi dal ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 122.008 con una contrazione del 5,51%. Si tratta di un calo piuttosto contenuto rispetto a quelli del passato anche recente, soprattutto se si tiene conto che nel giugno scorso vi è stato un giorno lavorato in meno rispetto a giugno 2012.
Il tasso di caduta dunque rallenta, ma ciò non toglie che il livello della domanda scivoli sempre più in basso e che sia difficile prevedere quando verrà toccato il fondo. Le attese degli operatori, rilevate dal Centro Studi Promotor nel quadro della sua inchiesta congiunturale di giugno, non sono certo positive. Il 56% degli interpellati prevede nei prossimi mesi nuovi cali della domanda, mentre in giugno sono stati bassi sia i livelli di acquisizione di ordini (86% degli interpellati) che quelli di affluenza di visitatori nelle showrooms (88% degli interpellati). A ciò si aggiunge che il clima di fiducia degli operatori del settore auto determinato dal Centro Studi Promotor in giugno ha fatto registrare un calo di tre punti sul livello già molto depresso di maggio.
Proiettando il risultato del primo semestre 2013 su base annua si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.259.582 unità, un livello particolarmente basso e compatibile con i risultati degli anni ‘70, cioè di quarant’anni fa. Se sarà effettivamente questo il risultato delle immatricolazioni nel 2013, si registrerà un calo rispetto ai livelli ante-crisi, cioè rispetto al 2007, del 49,5%. Si tratterebbe di una contrazione veramente con pochi riscontri in altri comparti dell’economia reale.
L'auto appare fortemente frenata dal quadro economico e da una serie di fattori di freno specifici. Il settore si attende il rilancio soprattutto dalla ripresa dell'economia, ma la penalizzazione eccessiva della domanda giustificherebbe interventi sui fattori specifici di freno degli acquisti che sono il caro-carburanti, il caro-assicurazioni, le difficoltà del credito ed un livello di tassazione sull'acquisto e l'utilizzazione dell'automobile assolutamente vessatorio.
Anche dalla raccolta dei contratti emergono, secondo un primo scambio di informazioni fra Unrae ed Anfia, segnali più positivi, pur se il confronto è fatto con un 2012 fortemente critico. Gli ordini di giugno hanno evidenziato, infatti, una crescita di quasi il 7% a oltre 110.000 contratti. Il cumulato gennaio-giugno rimane, comunque, in passivo di quasi l’8% a circa 701.500 unità complessive.
Secondo l’indagine Istat, a giugno l’indice del clima di fiducia dei consumatori (base 2005=100) aumenta, passando da 86,4 del mese di maggio a 95,71. Migliorano i giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese (i rispettivi saldi passano da -144 a -134 e da -58 a -9). Le valutazioni sull’opportunità attuale all’acquisto di beni durevoli e le intenzioni future di spesa per gli stessi beni, tuttavia, continuano a peggiorare, con i rispettivi saldi che passano da -106 a -116 e da -70 a -101. Secondo le stime preliminari Istat, inoltre, a giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,2% rispetto a giugno
2012 (era +1,1% a maggio). Si tratta di una lieve accelerazione dell’inflazione, imputabile alla ripresa dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, che crescono su base mensile dello 0,6%, mostrando una sensibile attenuazione della flessione su base annua (-1,7% da -4,8% di maggio)
Il prezzo della benzina aumenta dell’1,2% rispetto al mese precedente e mostra una flessione dell’1,4% rispetto a giugno dello scorso anno (in sensibile attenuazione dal -5% di maggio 2013.). Il prezzo del gasolio segna un rialzo su base mensile dell’1% e una flessione su base annua dell’1,7% (anche in questo caso, in attenuazione dal -5% del mese precedente). I prezzi degli Altri carburanti diminuiscono del 2,8% su base mensile, per effetto del marcato calo dei prezzi del Gpl, e del 5,7% su base annua (da -8,3% di maggio).
L’analisi del mercato sotto il profilo del mix per canali di vendita evidenzia un andamento dei privati in giugno leggermente migliore della flessione complessiva, seppur in calo del 2,9% e al 60% di quota di mercato. Buono l’andamento delle società che nel mese riescono ad ottenere un segno positivo (+2,6%), dopo varie flessioni consecutive, realizzando il 19,5% del mercato complessivo. I noleggi confermano la loro quota al di sopra del 20% del totale, pur registrando un forte calo rispetto ai volumi del giugno 2012 (-17,9%), dovuto anche all’anticipo del ricambio della flotta da parte delle società di noleggio già in aprile e maggio di questo anno.
A chiusura dei primi 6 mesi dell’anno il quadro delineato dalla struttura del mercato
è il seguente:
· Canali di vendita. I privati si fermano nel complesso al 63,2% di quota con 464.032 auto immatricolate, in calo del 10,3%, esattamente in linea con la flessione complessiva del mercato. In recupero la rappresentatività del noleggio, al 20,2% del totale ed in flessione del 9,2%. Più complessa la performance delle vendite a società che, con una flessione dell’11,6%, si
attestano al 16,7% di quota.
· Alimentazioni. La ricerca di economia da parte degli automobilisti si manifesta con una migrazione dalla motorizzazione benzina (-3 punti percentuali), al 31,6% di quota, verso quella a gpl (+1,4 p.p. e all’8,9% del totale), metano (+1,4 p.p., al 5% di quota) e ibrida, sempre più vicina alla soglia psicologica dell’1%.
· Segmenti. I segmenti di ingresso (A e B) perdono meno del mercato complessivo, incrementando la loro rappresentatività di quasi 3 punti, al 59,3% di quota, con due punti di incremento sul segmento B. Parallelamente, flettono considerevolmente intorno al 25% i segmenti dal D in su.
· Carrozzerie. Da segnalare che nel panorama di flessioni complessive, solo due carrozzerie, crossover e monovolume piccoli, evidenziano un segno positivo, rispettivamente +7,4% in volume per i crossover e 1,6 punti in più di quota (al 10%) e +36% in volume per i monovolume piccoli e un incremento di 2,4 punti percentuali (al 7,1%).
· Aree geografiche. Ormai assorbito l’effetto della nuova formulazione dell’Ipt che ha portato il Nord Est ad archiviare nei 6 mesi il 31,2% di quota, al secondo posto dopo il Nord Ovest al 32,6% di rappresentatività.
Le marche nazionali, nel complesso, totalizzano nel mese 33.585 immatricolazioni (-15,3%). Nei primi sei mesi dell’anno, i volumi immatricolati si attestano a 213.731 unità (-11,5%).
I marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano 33.504 immatricolazioni nel mese (-15,2%). Risultati positivi a giugno per Ferrari (+16,7%) e Maserati (+33,3%), mentre Lamborghini rimane stabile sui livelli di un anno fa. Nei primi sei mesi del 2013 le immatricolazioni dei marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) ammontano a 213.152 unità (-11,4%). Anche nel progressivo da inizio anno, andamento positivo per Maserati (+59,7%) e per Lamborghini (+7,1%).
Quattro i modelli italiani che conducono la classifica delle auto più vendute a giugno, mantenendo le stesse posizioni del mese precedente: Fiat Panda (8.200 unità) e Fiat Punto (6.367) ai primi due posti, seguite da Fiat 500 (4.927) e Lancia Ypsilon (3.947). Ancora tre i modelli italiani nella top ten diesel, che vede Fiat 500L in seconda posizione (2.026 unità), seguita, al sesto posto, da Fiat Panda (1.624), che avanza di una posizione rispetto al mese di maggio. All’ottavo posto troviamo, infine, Fiat Punto (1.489 unità).
Riporta un calo, dopo la crescita a due cifre dello scorso mese, il mercato dell’usato, che totalizza a giugno 322.102 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari (-3,3%). Nei primi sei mesi del 2013, i volumi complessivi ammontano a 2.139.671 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari, con una variazione positiva dello 0,9% rispetto a gennaio-giugno 2012.