Roma – Nuovo calo per il mercato automobilistico europeo (area Ue27+Efta). Le immatricolazioni in giugno hanno subito un calo del 6,3%, mentre il consuntivo del primo semestre chiude con una contrazione del 6,7%. Come emerge da un'elaborazione del Centro Studi Promotor sui dati Acea, il risultato di giugno per la Ue deriva da andamenti nettamente contrapposti nella zona euro e nel complesso dei paesi che non hanno adottato l'euro. Nell'Eurozona si registra un calo del 9,6% in giugno e del 10,2% nel primo semestre. Il complesso dei Paesi non euro cresce invece del 7,1% in giugno e del 4,6% nel primo semestre.
Nella zona euro la recessione indotta dalle politiche di austerity, dopo aver avuto effetti devastanti
sui mercati di Grecia, Italia, Spagna e Portogallo, incomincia ad interessare anche il resto dell’area. In difficoltà è infatti anche il mercato tedesco che accusa una contrazione del 4,7% in giugno e chiude il primo semestre con un calo ancora più pesante (-8,1%) seguito da quello francese (-8,4% in giugno e -11,2% nel semestre). Va male pure il mercato spagnolo che è ancora in calo nonostante il robusto piano di incentivi Pive 2. Per non parlare del mercato italiano, che dopo un 2012 orribile, chiude in rosso del 5,5% il consuntivo di giugno e del 10,3% quello del primo semestre. Ben diversa la situazione del maggior mercato della zona non euro, quello del Regno Unito, che cresce del 13,4% in giugno e del 10% nel primo semestre.
Questi andamenti si inseriscono in un contesto mondiale del mercato dell'auto che nei primi mesi del 2013 è ancora in crescita, ma comincia a rallentare in diversi grandi mercati nazionali con un andamento speculare rispetto alla congiuntura economica mondiale. Il mercato europeo dell'auto ha perso l'occasione di agganciare la forte ripresa del mercato mondiale e ora si trova ad affrontare difficoltà crescenti in un contesto di generale indebolimento congiunturale.
Per quanto riguarda in particolare il mercato italiano giugno ha fatto registrare un calo inferiore a quello medio del primo semestre. Il tasso di caduta della domanda si sta dunque riducendo. La possibilità che la tendenza negativa si arresti nell'ultima parte dell'anno è però legata essenzialmente all'efficacia dell'azione del Governo per la crescita. Al di là della buona volontà dimostrata dall'Esecutivo, non vi sono ancora dati che documentino il raggiungimento di qualche primo risultato concreto.
La più recente previsione del Centro Studi Promotor sulle immatricolazioni nell'intero 2013 ipotizza un volume di 1.259.582 che è inferiore del 49,5% al livello ante-crisi (2007). Poichè questa previsione appare al momento altamente probabile, è evidente la necessità che il Governo, che ha già dimostrato disponibilità ad interventi settoriali per un settore fortemente in crisi, come quello degli elettrodomestici, dia prova di analoga sensibilità per un settore certo non meno in crisi, come quello dell’auto.

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