Roma – Il mercato dell’auto in Europa comincia a dare tangibili segni di ripresa grazie ai primi segnali di una stabilizzazione in Germania, che torna in attivo, in Francia e Spagna, positivi già dallo scorso mese, oltre alla Gran Bretagna, saldamente in territorio positivo da 20 mesi. In totale sono 22 i Paesi in crescita nel mese di ottobre; dei rimanenti 7 che esprimono ancora un calo e che rappresentano il 17% del mercato, il più grande è proprio  l’Italia che pesa l’11% del totale EU27+Efta.
Secondo i dati diffusi dall’Acea, l’Associazione dei costruttori europei, nel mese di ottobre sono state immatricolate nei 27 Paesi dell’Unione e nei 3 dell’Efta 1.044.921 autovetture, in crescita del 4,6%. A chiusura dei 10 mesi dell’anno la flessione si ridimensiona ad un -3,1% con 10.385.061 unità.

Roberto Vavassori, presidente di Anfia ha commentato<<L’Italia è l’unico tra i cinque major markets a riportare un segno negativo (-5,6%) nel mese. Evidentemente mancano le condizioni affinché il nostro mercato possa ripartire e risalire nella classifica europea, mentre Paesi come il Regno Unito e la Spagna, in crescita rispettivamente del 4% e del 34,4% a ottobre, addirittura sono riusciti a invertire il trend nel progressivo da inizio anno, recuperando il segno positivo (+10,2% e +1,1% rispettivamente). In Italia invece, la contrazione del mercato prosegue ininterrotta da 26 mesi e il consuntivo delle immatricolazioni da inizio anno è a -8%. Come rappresentanti della filiera produttiva, chiediamo al Governo e ai Ministeri competenti di prendere a modello quanto fatto in questi mercati e avviare un piano di politica industriale e di investimenti nel settore, in grado di generare, a cascata, effetti positivi anche sul mercato. In attesa di mettere in atto queste misure, è possibile introdurre nel breve periodo, per superare l’attuale impasse, provvedimenti a impatto zero sulle casse dello Stato. Si tratta della progressiva armonizzazione della fiscalità italiana a quella europea per le auto aziendali, sia in termini di periodo minimo di ammortamento, che di quota deducibile e detraibilità Iva, oltre a un importante lavoro di contenimento dei costi di possesso e di utilizzo dei veicoli, a partire dal carico fiscale>>.

<<A meno di due mesi dalla fine dell’annoha sottolineato Romano Valente, direttore generale dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estereè ormai vicino l’inizio delle attività della Consulta permanente dell’automotive voluta dal ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato e dal sottosegretario Claudio De Vincenti. Unrae confida che possano essere trovate le risorse adeguate per intervenire sui costi di gestione e sui carichi fiscali che gravano sull’automobile, sulle famiglie e sulle imprese, così da poter attivare l’inversione del trend negativo che ci accompagna da 41 mesi e spingere il 2014 verso risultati più consoni per il mercato italiano>>.

Da parte sua Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, industriali e autobus, ha aggiunto: <<Tra i cinque principali mercati europei è l'Italia, con i 110.841 pezzi, a consuntivare l'unica variazione negativa, -5,6%. Già lo scorso anno ci eravamo collocati come fanalino di coda dell'Europa e quest'anno bisseremo probabilmente questo record negativo. Siamo gli ultimi a causa della 'ricetta italiana' per affrontare la crisi fatta a suon di tasse, tasse e ancora tasse. Sugli autoveicoli in particolare, dove si sono abbattuti rincari e balzelli di ogni tipo. L'effetto? Ovviamente la compressione dei consumi, in un paese dove quelli legati al mercato interno pesano per l'80%. Meno consumi significano meno introiti per lo Stato – nonostante i rincari delle tasse e dell'Iva – meno posti di lavoro, più aziende che chiudono. Un impoverimento del Paese che allontana la ripresa. Confidiamo molto che al tavolo aperto per il nostro settore presso il ministero dello Sviluppo Economico dal ministro Flavio Zanonato si possano trovare delle soluzioni per alleggerire il carico fiscale sugli autoveicoli e rilanciare i consumi>>.

<<Il recupero di ottobre  – è la valutazione del Centro Studi Promotorè piuttosto diffuso e riguarda infatti ben 20 dei paesi per i quali l’Acea ha comunicato i dati. In particolare, positivi sono quattro dei cinque maggiori mercati dell’area. In Francia vi è una crescita del 2,6%, in Germania del 2,3%, nel Regno Unito del 4% e in Spagna l’incremento è di ben il 34,4% per effetto di un robusto piano di incentivi a sostegno della domanda privata. Purtroppo tra i paesi in recupero manca l’Italia, dove le immatricolazioni hanno fatto registrare in ottobre un calo del 5,6% e il mercato si avvia a chiudere il 2013 con un volume di vendite sicuramente inferiore a 1.300.000 e quindi con un calo sui livelli ante-crisi del 45%. Nei dati dell’Acea vi sono da segnalare altre due novità di un certo rilievo. Come è noto, da molto tempo il mercato dell’Unione Europea procede a due velocità. La zona Euro, fortemente penalizzata dalle politiche di austerity, fa registrare consistenti perdite, mentre cresce il complesso dei paesi che non hanno adottato l’euro. Quest’area beneficia infatti di una domanda di autovetture in espansione con tassi sostanzialmente in linea con quelli che si registrano sul mercato mondiale che continua ad essere in pieno sviluppo. In ottobre tuttavia, dall’elaborazione condotta da noi sui dati dell’Acea, emerge che il recupero delle immatricolazioni nell’Unione Europea ha interessato, non solo i paesi senza euro (+5,3%), ma anche quelli della zona euro (+4,5%), con l’eccezione, come abbiamo visto, dell’Italia. Un altro elemento che emerge dai dati di ottobre è l’interruzione della tendenza ad una certa concentrazione della domanda sui marchi premium. La quota di Audi, Bmw, Mercedes e Jaguar/Land Rover, che era salita dal 16,3% al 17,1% tra i primi dieci mesi del 2012 e i primi dieci mesi del 2013, in ottobre, nel confronto con lo stesso mese del 2012, scende dal 16,6% al 16,4%. Vi è quindi un aumento di interesse per i marchi generalisti che può essere considerato un primo segnale di ritorno alla normalità del mercato>>.

Ecco come sono andati i maggiori mercato europei.


Germania – Torna al segno positivo anche +2,3%.
Riprende a crescere l’auto in Germania che, dopo il mese di aprile, anche ad ottobre archivia un leggero risultato positivo. Sono, infatti, le 265.441 immatricolazioni del mese a riportare il segno “più” nel principale mercato europeo. Un +2,3% che non è comunque sufficiente ad evitare, con un progressivo di 2.482.460 autovetture vendute, la flessione del 5,2% dei primi 10 mesi del 2013. In termini di scenario macroeconomico, la coalizione del Governo Merkel dovrà affrontare i riflessi che la crisi dell’Eurozona avrà sull’economia tedesca, mentre sul fronte interno la spesa dei consumatori è sostenuta da una buona occupazione e dalla crescita dei salari. Fa eco anche l’acquisizione ordini sul mercato auto che fornisce segnali confortanti, essendo cresciuta in ottobre del 9%. Per la fine dell’anno la Global Insight prevede un calo delle vendite del 4,3% a 2.950.000 auto immatricolate, in linea con la lieve ripresa del mercato di ottobre.
 
Gran Bretagna – 20esima crescita consecutiva (+4%).
Il mese di ottobre registra la ventesima crescita consecutiva del mercato auto britannico che, tuttavia, rallenta rispetto ai mesi scorsi, a causa del confronto con un +12% dello scorso anno, chiudendo a +4% e 157.314 vetture immatricolate. Nei primi 10 mesi del 2013, invece, la crescita è a doppia cifra: le 1.952.238 auto vendute portano il gennaio-ottobre a +10,2%. I privati, che con la loro domanda restano un driver importante per tale mercato, archiviano il mese con un +4,5% (71.235 unità e una quota del 45,3%). Grazie anche all’ottima offerta di concessionari e produttori, i  privati nei 10 mesi raggiungono le 940.659 (+15,7%). I noleggi rimangono stabili ad ottobre (+ 0,2%), mentre la componente business, con un +54,1%, raggiunge 58.199 vendite, a dimostrazione  del miglioramento del clima di fiducia delle imprese. Nonostante ciò, le politiche fiscali tuttora ancora severe, l’attività economica globale contenuta e le intenzioni ad investire ancora limitate da parte delle società, restano vincolanti per le prospettive di crescita della Gran Bretagna.Secondo la Global Insight, anche per il mercato d’oltremanica sarà difficile tornare presto ai volumi che si registravano prima della crisi e per il 2013 sono previsti 2.260.000 autoveicoli immatricolati, che equivalgono ad una crescita del 10,8%.
 
Francia – Confermata l’inversione di tendenza, +2,6%.
La ripresa del mercato dell’auto in Francia a settembre sembra essere confermata anche dai dati di ottobre che, con 166.495 auto immatricolate, chiude in aumento del 2,6% sullo stesso mese del 2012, supportato anche dal confronto con lo stesso mese 2012 abbastanza depresso. Nonostante gli ultimi buoni risultati, i cali registrati nei mesi precedenti rendono il progressivo dei primi 10 mesi ancora negativo, a -7,4% e 1.476.308 auto vendute. Dalla consueta analisi per canale si evidenziano, ad ottobre, aumenti sia per le società, in crescita del 9%, che per i noleggi (+2,1%), mentre i privati restano stabili rispetto al 2012. Nei primi 10 mesi, invece, tutti i canali di vendita sono in calo: i privati dell’11,4%, i noleggi del 10,6% e le società del 2,3%. Secondo gli operatori la disoccupazione, in continua crescita ormai da tempo, rimarrà uno dei principali punti critici e, a due mesi dalla chiusura dell’anno, prevedono una flessione del mercato del 6,8% a circa 1.770.000 unità, ben lontano dalla media pre-crisi di circa 2 milioni di auto immatricolate ogni anno, che non saranno raggiunte prima del 2017.
 
Spagna – L’effetto dei Piani Pive e Pima Aire +34,4%.
Per il secondo mese consecutivo, ad ottobre la Spagna registra la seconda forte crescita e il mercato dell’auto chiude con un incremento del 34,4% a 60.301 immatricolazioni. Dopo quasi 3 anni di flessioni, il progressivo archivia un segno positivo, +1,1% e 606.376 autovetture vendute da inizio anno. Grazie alla quarta edizione del Plan Pive, il 2013 chiuderà in aumento rispetto all’anno passato e la Spagna, insieme alla Gran Bretagna, sarà uno dei pochi paesi europei ad archiviare i 12 mesi con il segno “più”. Oltre all’ottima performance dei privati, che chiudono il mese di ottobre con 38.432 immatricolazioni (+57,9%), in rappresentanza del 60% del mercato totale, dopo 20 mesi consecutivi di cali, le società crescono finalmente ad ottobre del 7,6% con 18.728 unità. Nonostante il gennaio-ottobre mostri una forte flessione (-17,8% e 157.366 unità), sembra farsi largo una leggera tendenza positiva per le società, grazie al piano di incentivazione statale Pima Aire. Il canale del noleggio, infine, rimane stabile a ottobre e nel cumulato. Per la fine dell’anno l’Aniacam, l’Associazione delle Case estere, prevede una crescita dell’1,5% sul 2012 a circa 710.000 immatricolazioni, che rappresentano comunque il volume più basso degli ultimi 25 anni.