Roma – Il 2014 dell’auto in Italia inizia con un segno positivo, caratterizzato dal confronto con il -17,2% di gennaio 2013 e con un giorno lavorativo in meno, tuttavia conta ancora 20.000 unità perse rispetto al 2012. Come comunicato oggi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il mese di gennaio registra il segno positivo (+3,2%) grazie alle 117.802 auto immatricolate rispetto alle 114.102 di un anno fa.
Con il risultato di oggi vi è però una ragione per ritenere che la tendenza negativa dell’auto si sia invertita, ragione che si aggiunge ad altre tra cui in particolare il fatto che il clima di fiducia degli operatori del settore auto determinato dal Centro Studi Promotor, dopo aver toccato un minimo nel giugno 2013, è in costante ripresa e nel gennaio scorso è aumentato di 6 punti netti. Ciò coerentemente con migliori giudizi da parte dei concessionari sulla raccolta di ordini che in gennaio è stata alta o normale per il 47% dei concessionari contro il 35% di dicembre e il 14% di giugno. Si deve comunque ritenere che l’inversione di tendenza per l’auto sia essenzialmente un rimbalzo tecnico dovuto al fatto che sono stati raggiunti livelli di vendite incomprimibili e quindi una parte della domanda di sostituzione, forzatamente rinviata negli ultimi anni, incomincia a scaricarsi sul mercato. La spiegazione dell’inversione di tendenza non può essere infatti identificata nell’azione del Governo che non ha assunto alcun provvedimento per sostenere il mercato dell'auto e in particolare non ha attenuato il prelievo fiscale sulla motorizzazione.
Qualche speranza negli operatori era sorta con la costituzione da parte del ministero dello Sviluppo Economico della Consulta per ‘auto. Si tratta di uno dei 161 tavoli istituiti dal ministero, ma probabilmente questo tavolo, aperto il 24 ottobre, è stato già chiuso visto che non ha prodotto niente.
Il quadro del settore auto è sostanzialmente coerente con quello dell’economia. La caduta del prodotto interno lordo si è arrestata nel terzo trimestre 2013 ed è assai probabile che il 14 febbraio, quando l’Istat comunicherà la prima stima del Pil nel quarto trimestre 2013, si registrerà una crescita. L’inversione di tendenza, anche in questo caso, rischia però di rivelarsi nel giro di qualche mese soltanto un rimbalzo tecnico se non verranno presi provvedimenti per avviare una vera ripresa in coerenza con il fatto che nonostante la modesta crescita del Pil, resta fortemente negativa la maggior parte dei dati sull’economia: il tasso di disoccupazione in dicembre ha toccato il 12,7%, i consumi sono in forte calo, la dinamica dei prezzi si è fatta particolarmente lenta con il grave pericolo che il nostro sistema entri in deflazione.
Secondo il Centro Studi Promotor <<è evidente, per il mercato dell’auto come per l’economia, che per fare dell’attuale tregua della crisi l’anticamera della ripresa occorre una politica che rilanci i consumi dando nuove risorse alle fasce di popolazione con redditi bassi e medio-bassi e, per quanto riguarda l’auto, riduca in maniera sensibile l’impatto dei principali fattori di freno della domanda che sono, oltre al quadro economico, il caro-assicurazioni, il caro-carburanti, le difficoltà del credito e soprattutto l’eccesso di tassazione>>.
In base ai dati preliminari delle immatricolazioni per alimentazione, le vetture diesel raggiungono una quota del 55,3% del totale immatricolato nel mese (0,5 punti in più rispetto a dicembre 2013), contro il 52,2% di un anno fa. Per le vetture a benzina la quota di gennaio 2014 è pari al 30,3% (1,4 punti in più rispetto a dicembre 2013), mentre era a 32,3% a gennaio 2013. Le autovetture ad alimentazione alternativa vedono complessivamente calare, rispetto a un anno fa, la propria quota di mercato (da 15,5% a 14,5%). La quota delle vetture a metano passa dal 4,8% al 5% del totale immatricolato, le vetture ibride passano dallo 0,9% all’1,3% di quota, mentre per il Gpl la quota si  attesta all’8,2% contro il 9,8% di un anno fa. Anche rispetto a dicembre 2013, le alimentazioni alternative perdono punti, visto che nell’ultimo mese dell’anno da poco concluso le quote si attestavano a 5,9% per il metano, 1,8% per le ibride e 8,6% per il Gpl.
Secondo l’indagine Istat, a gennaio l’indice del clima di fiducia dei consumatori (base 2005=100) aumenta a 98 da 96,4 del mese precedente. Riguardo alla situazione economica del Paese, si registra un leggero peggioramento dei giudizi sulle condizioni attuali (il saldo passa da -129 a -130) e un peggioramento significativo delle aspettative (da -18 a -26). Riguardo all’acquisto di beni durevoli, migliorano i giudizi sulla convenienza all’acquisto immediato (da -91 a -78 il relativo saldo), mentre le intenzioni di acquisto per i prossimi mesi segnano una flessione (da -96 a -101). Anche dalle consuete domande trimestrali relative a spese di particolare impegno, emergono segnali sfavorevoli: i saldi relativi alle intenzioni di acquisto dell’autovettura scendono da -172 a -178.
Le marche nazionali, nel complesso, totalizzano nel mese 33.478 immatricolazioni (-2,4%). I marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano 33.304 immatricolazioni nel mese (-2,6%). Segno positivo, a gennaio, per i marchi Lancia/Chrysler (+13,7%) e Maserati (+1120%). I marchi italiani conducono la classifica dei modelli più venduti a gennaio 2014, con Fiat Panda (8.379 unità) in testa, seguita da Fiat Punto (5.742) e Lancia Ypsilon (5.188), al secondo e terzo posto rispettivamente, come già a dicembre 2013. Fiat 500L (4.525) e Fiat 500 (4.005) si posizionano al quarto e quinto posto, risalendo entrambe di una posizione rispetto a dicembre 2013. La top ten diesel vede Fiat 500L (3.381 unità) passare dalla seconda alla prima posizione, mentre si collocano al quinto e al sesto posto rispettivamente Fiat Punto (1.774) e Fiat Panda (1.739).
Infine, il mercato dell’usato perde in gennaio circa 10.000 unità, con 360.050 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita a cliente finale), evidenziando un calo del 2,7% rispetto ai risultati del gennaio 2013.