Roma – Non è stato un Gennaio eclatante dal punto di vista dei risultati quello del mercato auto europeo a causa, soprattutto, delle cattive prestazioni di 4 dei 5 grandi mercati occidentali (Spagna, Francia, Inghilterra e Italia) che, da soli, costituiscono l’80% delle vendite dell’Europa Occidentale e il 74% dell’intera Europa allargata ai mercati dell’Est. Considerando, infatti, la sola Europa Occidentale la flessione di gennaio raggiunge l’1,7% con un volume di immatricolazioni pari all’incirca a 1.207.000 vetture.
Nell’Europa allargata dei 28 Paesi sono state immatricolate quasi 1.309.000 vetture con un calo dello 0,3%. La Germania ha realizzato una performance migliore di quella che ci si aspettava dopo la pesante flessione subita nel corso del 2007 per effetto dell’aumento di 3 punti percentuali dell’aliquota Iva, e in Gennaio il trend è stato positivo per il 10,5%. Al contrario il mercato spagnolo è stato caratterizzato da una pesante flessione pari al 12,7% causata principalmente da due motivi: il primo, di natura congiunturale e legato all’introduzione di una nuova tassazione più penalizzante per le vetture con elevate emissioni di CO2; il secondo, più strutturale, rappresentato dalla diminuzione dei consumi privati e dal rallentamento dell’economia iberica. In uno scenario economico-politico caratterizzato da elementi di incertezza, anche il mercato italiano ha evidenziato un rallentamento (-7,3%) con una domanda inferiore alle aspettative malgrado la riconferma allo scadere dell’anno degli incentivi statali. Segno negativo anche per il mercato francese (-5,6%) che, come la Spagna, ha scontato l’introduzione del nuovo sistema di tassazione “bonus–malus” applicato al momento dell’immatricolazione, volto a penalizzare i veicoli maggiormente inquinanti e a favorire al contempo, mediante il riconoscimento di un incentivo, l’acquisto di quelli più ecologici. Infine, ma in maniera più contenuta, pure il mercato UK ha segnato il passo registrando una variazione negativa pari al 2,1%. Le previsioni per il 2008 sono in lieve flessione, pertanto il trend del mese risulta allineato con le aspettative. Le prospettive dell’Italia dell’automobile ora dovranno tenere conto anche dell’influsso non secondario della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento e del Governo cosa che, storicamente, ha quasi sempre inciso sulla domanda nei due mesi precedenti e nel mese successivo al ricorso alle urne.
“Il risultato di gennaio ed anche l’andamento di questa prima metà di febbraio – ha sottolineato Gianni Filipponi, segretario generale dell’Unrae– sono, inoltre, chiaramente influenzati dall’attesa per la conversione in Legge del Decreto sugli incentivi al rinnovo del parco, che dovrà avvenire entro il 29 febbraio e dalle misure che penalizzano la circolazione dei diesel Euro 4 a Roma e a Milano”. (ore 13:00)