Bologna – Si consolida la ripresa del mercato dell'Unione Europea degli autoveicoli per il trasporto merci e per il trasporto collettivo di persone (camion e bus). Il comparto nel suo insieme, secondo i dati diffusi oggi dall'Acea, ha fatto registrare ad aprile l'ottavo segno più consecutivo con una crescita del 5,1%, mentre il consuntivo del primo quadrimestre del 2014 chiude con un incremento dell'8,7%. A trainare il settore, afferma il Centro Studi Promotor, sono soprattutto i veicoli commerciali con portata fino a 3,5 tonnellate (+6,4% in aprile), mentre difficoltà si registrano ancora per i veicoli per trasposto cose con portata superiore alle 3,5 tonnellate (veicoli industriali) le cui vendite in aprile sono in calo del 2,9%. Bene invece gli autobus che, sempre in aprile, vedono le loro vendite crescere del 20,4%.
I dati divulgati dall'Acea riguardano naturalmente anche l'Italia, dove si registra in aprile una crescita del 15,2% per l'intero settore dei camion e bus. Anche in Italia gli andamenti sono differenziati per i tre comparti che compongono il settore. In particolare, nel nostro Paese è la ripresa per i veicoli commerciali con portata fino a 3,5 tonnellate. Le vendite di questi mezzi crescono del 16,9% in aprile e del 15,8% nel primo quadrimestre dell'anno. In crescita, anche se con tassi inferiori, è anche il comparto dei veicoli industriali (+10,2% in aprile; +8,5% nel gennaio-aprile). Difficoltà si registrano invece per il comparto degli autobus, che accusa un calo di vendite del 31,6% in aprile e del 9,4% nel gennaio-aprile.
Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, <<la conferma, dopo una durissima crisi, dell'inversione di tendenza del mercato dei veicoli per trasporto di merci nel nostro Paese è un segnale molto positivo in quanto le decisioni di acquisto di questi mezzi sono strettamente legate alle previsioni degli operatori sulla domanda di autotrasporto e quindi sulla ripresa dell'economia. La domanda di veicoli commerciali e industriali è infatti un indicatore che anticipa l'evoluzione del quadro congiunturale. In Italia questa domanda sta crescendo coerentemente con il clima di fiducia delle imprese e delle famiglie. E questo è di buon auspicio per la ripresa dell'economia italiana che nonostante le attese del Governo stenta ancora a manifestarsi>>.