Roma – Secondo una ricerca condotta dal Centro Studi Fleet & Mobility, a fine anno il mercato auto italiano si fermerà a 2.167.000 immatricolazioni (-13% sul 2007).
Fra i fattori congiunturali, il Centro Studi evidenzia (in positivo) l’incentivo alla rottamazione, che produce ancora qualche limitato effetto, ma anche (in negativo) le elezioni politiche e soprattutto la recessione che viene da Ovest, che colpirà l’Italia nel 2008 e in modo più deciso nel 2009. Nell’elenco dei fattori strutturali vengono annoverate tre tendenze positive:gli Italiani tendono oggi a cambiar le auto più rapidamente, spinti dall’evoluzione tecnologica che le fa invecchiare prima. Le auto vecchie sono più inquinanti e subiscono sempre più spesso limitazioni nella circolazione urbana, spingendo al cambio in favore di auto maggiormente “eco-compatibili”. Il prezzo delle auto si è drasticamente abbassato: prima equivaleva al suo valore assoluto, ora, invece, equivale alla sua rata mensile, grazie agli strumenti di credito. Tra i fattori strutturali che incidono negativamente sul mercato, il Centro Studi segnala: la scarsa fiducia degli italiani nel futuro, esposti come mai prima alle turbolenze esterne, a causa dell’assenza di una politica monetaria e di bilancio (anche se il super-Euro pone al riparo dall’inflazione delle materie prime) e nervosi/insicuri verso la classe politica ritenuta incapace di promuovere il cambiamento: ciò genera atteggiamenti difensivi e non proattivi. Una tendenziale minore sensibilità agli incentivi, legata alla ripetitività e al fatto che non tutti i consumatori rispondono allo stesso modo: “quando hai fatto il pieno la prima volta, è poi difficile ripetersi”. La pressione delle Case sui prezzi (km 0) è destinata a ridursi, poiché i nuovi mercati sono ormai una realtà (Est Europa e l’area dei BRIC’s) e una certa rilocalizzazione degli impianti produttivi si sta concretizzando (fuori Europa, ovviamente). Un’ultima riflessione operata dalla ricerca concerne il prodotto auto, in costante, quanto incerta, mutazione. Se ne producono sempre di più grandi, ma anche di più piccole. In ogni segmento si offrono allestimenti di lusso, ma c’è anche una corsa parallela all’auto super economica, essenziale. Aumentano le prescizioni per la riduzione dell’inquinamento ma, al contempo, cresce la potenza dei motori (che inquinano, quindi, di più). Il traffico e i limiti costringono a basse velocità, eppure il mercato sforna auto sempre più veloci. Questa fase “esplorativa di sé” porta confusione, la confusione riflessione, la riflessione attesa, e l’attesa uccide il mercato. (ore 13:00)