Bologna – Torna a movimentarsi il mercato dell’auto in ottobre, dopo i rallentamenti subiti negli scorsi mesi estivi.
Secondo i dati diffusi dall’Acea nel secondo mese d’autunno sono state immatricolate in Europa 1.209.209 autovetture con un incremento del 3,6% sullo stesso mese del 2005. Il consuntivo dei primi dieci mesi chiude comunque con un incremento limitato allo 0,4% a quota 13.060.446 immatricolazioni.
Nonostante la buona ripresa economica in atto, in Europa il mercato dell’auto si conferma non particolarmente dinamico e, secondo il Centro Studi Promotor, il bilancio dell’intero 2006 dovrebbe attestarsi non molto al di sopra del volume di immatricolazioni registrato nel 2005.
Considerando l’andamento per Gruppi, anche i dati di ottobre confermano il primato in termini di tasso di crescita del gruppo Fiat, che, con un incremento del 16,6%, porta la sua quota al 7,8% dal 6,9% del 2005, mentre dal consuntivo dei primi dieci mesi emerge un incremento del 18,4% e un miglioramento della quota di mercato dal 6,5% al 7,7%. Molto buono nel consuntivo a fine ottobre il risultato del gruppo Toyota che mette a segno una crescita del 9,5% e un incremento di quota di mercato dal 5,3% al 5,7%. E buono è sicuramente il risultato del gruppo che detiene la maggior quota di mercato in Europa, cioè del gruppo Volkswagen, che, sempre nel consuntivo dei primi dieci mesi, vede le immatricolazioni dei suoi marchi crescere del 6,1% e la quota di mercato passare dal 18,6% al 19,7%.
Nel buon risultato di ottobre hanno influito i dati dei cinque maggiori mercati del continente che sono tutti in crescita, anche se con tassi di incremento sensibilmente diversi: dallo 0,1% dell’Italia, allo 0,9% del Regno Unito, all’1,4% della Germania, al 5,8% della Spagna e all’8,4% della Francia. Come si accennava più sopra, positivo in ottobre anche il bilancio degli otto paesi nuovi membri dell’Unione Europea per i quali sono disponibili dati statistici (mancano Cipro e Malta). Le immatricolazioni hanno fatto registrare una crescita del 12,7% dovuta soprattutto ai mercati della Polonia e in minor misura a quelli di Lettonia, Estonia e Lituania. Il consuntivo dei primi mesi mette in luce però un incremento limitato allo 0,7%, mentre il peso dell’area sul mercato europeo non va oltre il 4,7%. (ore 10:00)