Un mese da dimenticare Giugno per il mercato auto in Italia. Con il 19,5% di immatricolazioni in meno sul 2007 (pari a 184.275 unità vendute) il calo è stato il più pesante dall’inizio del 2008, confermando, ove se ne fosse sentitala necessità, che la tendenza del mercato dell’auto all’inizio del 2008 si è invertita e questo implica che i tempi per ritornare sui volumi di vendita degli ultimi anni non saranno brevi. Il consuntivo del primo semestre si è chiuso con 1.259.365 immatricolazioni e con una contrazione dell’11,5%. La situazione ha spinto il Centro Studi Promotor, a ridurre ulteriormente la previsione per l’intero 2008 portandola a quota 2.100.000 immatricolazioni con un calo del 16% rispetto al livello record fatto registrare nel 2007.
Dal 1997 al 2007 il mercato italiano dell’automobile si è mantenuto su livelli sempre molto elevati per effetto di ripetute incentivazioni pubbliche alla rottamazione, di una politica di forti promozioni ed anche del ricorso sistematico ai “chilometri zero” diventati ormai un canale di vendita alternativo. L’inversione di tendenza in atto è strettamente legata proprio al fatto che le vendite si sono mantenute per ben undici anni su livelli sempre elevati. La flessione è però particolarmente pesante perché la svolta del ciclo del mercato auto coincide con una serie di aspetti negativi.
<<Il mercato automobilistico – ha dichiarato Salvatore Pistola, presidente dell’Unrae, l’Associazione che rappresenta le Case automobilistiche estere presenti sul mercato italiano – sta attraversando una crisi strutturale, non solo relativamente all’ambito nazionale, che coinvolge i mercati maturi europei, nordamericano e giapponese. Le cause principali sono la vera e propria esplosione del costo del petrolio, un quadro finanziario globale denso di incertezze, una bassa crescita economica ed un sistema del credito fragile e restrittivo. Queste problematiche – ha aggiunto – non si risolveranno né in breve tempo, né con provvedimenti unilaterali decisi dai singoli Paesi. Sono, infatti, necessari interventi concordati, di carattere globale, mirati a ridurre i costi e le dipendenze energetiche. E’ necessario che i Paesi industrializzati, in particolare quelli europei, trovino forme di fiscalità alternative che non producano effetti distorsivi o che addirittura impediscano la crescita economica” ha sollecitato Salvatore Pistola, ricordando che un andamento così negativo del settore non potrà non avere conseguenze sul Pil.
L’incremento del costo dell’energia, ormai fuori controllo, non incide soltanto sulla
mobilità e sull’acquisto di mezzi di trasporto, ma produce automaticamente l’aumento di tutti i costi di produzione e di distribuzione dei beni e dei servizi, sottraendo risorse allo sviluppo economico del Paese. Se le immatricolazioni del primo semestre vanno in archivio con una flessione dell’11,5%, altrettanto negativi appaiono i segnali provenienti dalla raccolta degli ordini, che come noto è l’indicatore più immediato dello stato di salute del mercato. Dallo scambio di informazioni fra Anfia e Unrae, gli ordini in Giugno si sono attestati intorno alle 162.000 unità, con una flessione del 15% circa rispetto ai 191.000 ordini del giugno 2007, mentre nel semestre la perdita è stata di oltre 260.000 ordini, pari ad un –18,5%, frutto della differenza fra il 1.413.170 contratti del Gennaio-Giugno 2007 e gli oltre 1.150.000 dell’analogo periodo di quest’anno.
<<Per quanto riguarda gli ordini – ha spiegato Pistola –  mentre i risu