Bologna – Nuova preoccupante contrazione del mercato automobilistico italiano in Gennaio, che con un grosso -32,64% a 157.418 autovetture immatricolate, fa segnare due record negativi: dal 1984, ben 25 anni fa, mai si erano registrate in gennaio così poche immatricolazioni e dal dicembre 1993 ad oggi, in Italia, non si era mai registrato un calo del 32,6% mese su mese.
Peraltro il calo è stato contenuto grazie al consueto ricorso alle immatricolazioni per chilometri zero.
La debacle è stata assolutamente generalizzata. Fra i brand italiani ha tenuto solo Alfa Romeo, trainata dal successo della Mito, che è riuscita a portare a casa un buon +18,21%, da 3.470 a 4.102 immatricolazioni). Male Fiat che ha perso il 33,73% ma ha avuto la soddisfazione di vedere i propri titoli salire in Borsa dell’1,92% dopo la diffusione dei dati di mercato. Fra le straniere fa bene Audi che da Gennaio 2008 ha guadagnato il 10,23% passando da 5.896 a 6.499 immatricolazioni.
Meglio di tutti ha fatto Jaguar che ha portato a casa un +89,66 che lascerebbe a bocca aperta se non si tenesse conto del risultato assolutamente negativo realizzato nel Gennaio 2008 a fronte di quello ottenuto nello stesso mese del 2007.
Altri segni positivi li hanno ottenuti Dacia (+39,89%) e Subaru (+17,25%). Per il resto un’ecatombe che ha penalizzato in particolar modo Toyota (-53,18), Saab (-61%), Renault (-52,82%), Mitsubishi (-56,78%), Lexus (-59,66%), Lada (-72,22%), Jeep (-58,88%) e Daihatsu -53,54%), tutti Marchi con perdite superiori al 50%.
A peggiorare la già difficile situazione di fine 2008, il cosiddetto “effetto annuncio” dato dopo l’apertura del tavolo convocato lo scorso mercoledì 28 Gennaio a Palazzo Chigi tra governo, parti sociali e rappresentanti di Confindustria, ANFIA, UNRAE, ANCMA e FEDERAICPA, con l’assicurazione di prossimi interventi a sostegno del settore automotive secondo modalità e importi da definire nell’arco di una decina di giorni, che ha provocato un congelamento della domanda, già di per sé su livelli piuttosto bassi.
In questa situazione anche decisioni di acquisto già mature sono state rinviate in attesa della prevista adozione di nuovi incentivi. Si è prodotto così un vero e proprio blocco della domanda che si protrarrà, con ogni probabilità, fino all’entrata in vigore delle nuove agevolazioni.
Secondo l’ampio campione di concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor a fine Gennaio oltre al quadro economico e all’attesa degli incentivi, sul risultato hanno influito negativamente anche “l’assillante comunicazione negativa dei media” o addirittura il “terrorismo mediatico” segnalato da un concessionario su cinque. D’altra parte, contrariamente a quanto avviene per gli operatori economici, il clima di fiducia dei consumatori non pare essere stato finora fortemente scosso anzi, secondo l’Isae, l’indice per i consumatori, che da Settembre a Dicembre aveva subito un calo di 3,1 punti (contro cali di 14,3 punti per gli operatori dell’industria e di 21,6 punti per quelli del commercio), in Gennaio recupera tre punti e a ciò si aggiunge che, sempre in Gennaio, a sorpresa, anche l‘indicatore relativo agli operatori del commercio recupera 6,8 punti, probabilmente per effetto della tenuta della fiducia dei consumatori e dei conseguenti comportamenti d’acquisto.
Il “ritardo” dei consumatori nel percepire la gravità della situazione economica induce a ritenere che qualora venissero adottati in tempi brevissimi nuovi incentivi alla rottamazione la risposta del mercato potrebbe essere pronta e positiva, così come è avvenuto negli altri Paesi europei che hanno già adottato misure di sostegno della domanda di autovetture. I concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor segnalano in Gennaio anche problemi legati alla crescente difficoltà di ottenere credito da parte di consumatori interessati ad acquistare una nuova vettura. Il pacchetto auto che il Governo si spera adotti senza ulteriori indugi dovrebbe quindi prevedere anche misure di sostegno al credito al consumo e naturalmente non dovrebbe introdurre alcun aggravio di imposte per l’auto. Sempre secondo i concessionari in Gennaio i fattori che hanno sostenuto la domanda sono stati i nuovi modelli (per le marche che ne hanno lanciati recentemente) e la politica di forti sconti e di promozioni aggressive portata avanti da case e concessionari. E’ auspicabile che questa politica non venga abbandonata, ma che anzi sia intensificata al momento dell’entrata in vigore dei nuovi incentivi.
Dall’inchiesta del Centro Studi Promotor emerge che in Gennaio, a fronte di una debole raccolta di ordini, vi è stata una certa ripresa dell’affluenza di visitatori nei saloni di vendita con la richiesta di molti preventivi a cui non hanno fatto seguito ordini, presumibilmente per l’attesa di conoscere modalità ed entità delle agevolazioni statali annunciate. Dall’inchiesta emerge anche un deciso miglioramento delle previsioni a breve per l’evoluzione della domanda. I concessionari che ipotizzano a tre-quattro mesi consegne stabili o in aumento passano infatti dal 36% di dicembre al 43% di Gennaio. Ed anche in questo caso è la prospettiva degli incentivi ad attenuare il pessimismo. 
Probabilmente no, ma certamente si sarebbe potuto contenerla molto. Sarebbe bastato che il Governo avesse rinnovato gli incentivi 2008 prima della scadenza del 31 Dicembre, aumentando il bonus a 1.500 euro ed estendendo la platea delle auto rottamabili alle Euro 2. Invece gli incentivi sono stati lasciati scadere e, a gennaio inoltrato, quando ormai il mese era partito in negativo, si è cominciato a parlare di nuovi incentivi, fissando anche la data del 28 gennaio per un incontro con tutte le parti interessate da cui sarebbe scaturita la soluzione.
Alla luce di questi dati, il Presidente dell’UNRAE, Salvatore Pistola, non usa dunque mezzi termini per segnalare ancora una volta l’urgenza di adottare quelle misure che in altri Paesi europei sono già in atto in favore del rinnovo del parco circolante e della riattivazione della domanda: <<L’andamento degli ordini, sicuramente influenzato in modo più diretto dall’effetto-annuncio di nuovi incentivi alla rottamazione, è addirittura più negativo di quello delle immatricolazioni e questo è un fattore che rende ancora più allarmante la situazione, avvalorata dalla flessione delle vendite a privati (-36,7%), persino superiore al risultato negativo del mercato>>.
Quanto alle voci su possibili interventi fiscali sulle auto cosiddette di lusso, Pistola ha espresso tutto il netto dissenso dell’UNRAE: <<E’ paradossale che, a fronte di ripetute dichiarazioni in merito alla possibilità di abolizione della tassa di possesso delle auto, si possa oggi pensare di aggravare ulteriormente la fiscalità di alcune categorie di vetture. E’ invece necessario – prosegue il Presidente dell’UNRAE – intervenire in modo strutturale con incentivi adeguati sul piano economico ed ecologicamente orientati, che riguardino anche le auto Euro 2 con più di 10 anni di vita e che si rivolgano alla platea più ampia possibile di acquirenti delle moderne vetture, che sono molto meno inquinanti e più sicure. Riteniamo indispensabile – ha concluso Salvatore Pistola – anche il ripristino di un più agevole accesso al credito, tenuto conto che il settore dell’auto è caratterizzato dall’80% di vendite con formule dilazionate>>.
<<Siamo soddisfatti dell’incontro con il governo – ha dichiarato dal canto suo Eugenio Razelli, Presidente di ANFIA – E’ necessario, tuttavia, accelerare i tempi di pianificazione e adozione degli interventi, onde evitare un totale blocco del mercato, di cui abbiamo già avuto i primi segnali durante il mese appena trascorso. Con il varo dei provvedimenti a sostegno della filiera, soprattutto in termini di misure a supporto della domanda di autoveicoli secondo criteri relativi all’impatto ambientale e alla sicurezza degli stessi, nonché di misure per facilitare l’accesso al credito da parte di consumatori e imprese, si prospetta la possibilità di mantenere il mercato all’incirca sugli stessi livelli del 2008 e di guadagnare, così, mezzo punto di PIL>>. Anche il presidente di Federcaipa, Vincenzo Malagò, si è espresso sul difficile momento dell’auto italiana: <<Il pesante calo delle immatricolazioni di autovetture nuove del mese di gennaio conferma la tendenza negativa in atto e sconta anche il blocco della domanda per i ventilati incentivi – ha detto –  A questo punto è urgentissima l’emanazione di provvedimenti del Governo, non solo finalizzati al sostegno della domanda e del credito agli acquisti, ma anche di specifiche misure per arginare la situazione sempre più critica del settore delle concessionarie, circa 4.000 imprese, che fra dipendenti diretti e indiretti rappresenta oltre 100.000 posti di lavoro>>.
Nel quadro del credito, appare anche necessario un intervento di sostegno alle Reti di vendita delle Case, che rappresentano quasi 4.000 Aziende con circa 100.000 dipendenti.
Gli analisti dell’UNRAE segnalano, nel mese di Gennaio, una forte crescita delle city car, che salgono dal 19,8% al 23,5% delle immatricolazioni totali; il notevole aumento delle auto con carburanti alternativi, che sfiorano il 10% del mercato; e il già citato calo delle vendite a privati, scese dal 78% al 73,4% di quota.
Quanto, al mercato dell’usato, i trasferimenti di proprietà – comprensivi delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita a cliente finale) – hanno anch’essi registrato in gennaio una grave flessione: 369.051 unità (-17,2%) rispetto alle 445.903 del gennaio 2008, a testimonianza delle serie difficoltà nelle quali si trova oggi l’intero comparto dell’auto.
Per quanto riguarda gli ordini, da una prima anticipazione dello scambio di dati tra ANFIA e UNRAE in gennaio i nuovi contratti siglati hanno sfiorato le 140.000 unità, con una flessione del 32% rispetto a quelli sottoscritti a gennaio 2008 (oltre 205.200).
Le marche italiane hanno registrato in gennaio circa 50.800 immatricolazioni. La quota di penetrazione è comunque migliorata di 0,8 punti rispetto a gennaio 2008, attestandosi al 32,3%.
Quattro i modelli di marca nazionale tra le auto più vendute nel mese. Le prime tre posizioni spettano a Fiat Panda (12.113), Fiat Punto (10.764) e Fiat 500 (8.147). In nona posizione, infine, Lancia Ypsilon (3.085).
Perde un punto, rispetto al mese scorso, la quota delle immatricolazioni di autovetture diesel, che passa dal 47,6% al 46,6%.
Nella classifica mensile delle top ten diesel i modelli italiani conquistano il secondo posto con Fiat Punto (3.341), mentre si collocano in settima, ottava e nona posizione rispettivamente Fiat Bravo (2.009), Fiat 500 (1.844) e Lancia Delta (1.487).
Per finire, nel mercato dell’usato i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture hanno sfiorato in gennaio le 370.000 unità (-17,2% vs gennaio 2008).
Questa la top ten di Gennaio distinta in Benzina e Diesel:     
      BENZINA                                          DIESEL
 1 FIAT PANDA 12.113            1 FORD FIESTA 3.398
 2 FIAT PUNTO 10.764            2 FIAT PUNTO 3.341
 3 FIAT 500 8.147                     3 AUDI A4 2.621
 4 FORD FIESTA 7.259            4 VOLKSWAGEN GOLF 2.618
 5 VW  GOLF 4.357                  5 NISSAN QASHQAI 2.415
 6 CITROEN C3 3.709              6 FORD FOCUS 2.395
 7 NISSAN QASHQAI 3.448    7 FIAT BRAVO 2.009
 8 OPEL CORSA 3.289             8 FIAT 500 1.844
 9 LANCIA YPSILON 3.085     9 LANCIA DELTA 1.487
10 PEUGEOT 207 3.084          10 OPEL ASTRA 1.474

NO COMMENTS

Leave a Reply